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Bertolaso promette dieci milioni alla Liguria

Dieci milioni di euro per gli interventi di somma urgenza. Soldi ancora nelle mani di Giulio Tremonti che dovrebbe sganciarli entro sabato. Il condizionale è d’obbligo: il titolare del ministero dell’Economia e delle Finanze potrebbe tagliarli o negarli. Anche se Guido Bertolaso ieri si è sbilanciato troppo, dando per scontato lo stanziamento destinato a risarcire i danni dell’alluvione che la scorsa settimana ha squarciato il quartiere di Sestri Ponente, Varazze e Cogoleto. «Ribadisco la gravità determinata dalla recente alluvione in Liguria – dice il capo della Protezione Civile – inoltre, ci rendiamo conto che occorre stringere i tempi per mettere a disposizione lo stanziamento, in modo da dare un aiuto concreto alle categorie in ginocchio». «La cifra è un buon punto di partenza – ammette Claudio Burlando – nella storia delle calamità non ho mai visto una somma così considerevole, a disposizione in poco tempo». Ieri pomeriggio, a Roma, in via Olpiano, sede del dipartimento di Protezione Civile, attorno al tavolo del sottosegretario Bertolaso oltre al presidente della Regione (nominato commissario straordinario per l’emergenza) si sono seduti Angelo Vaccarezza (presidente della Provincia di Savona), Piero Fossati (assessore al Territorio della Provincia di Genova), Mario Margini (assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Genova), Luigi Gambino, Attilio Zanetti e Giovanni Delfino, rispettivamente sindaci di Arenzano, Cogoleto e Varazze. A fine riunione, durata un paio di ore, quasi tutti si sono mostrati ottimisti: «Risulta inusuale la tempestività e l’attenzione dimostrata dal governo – sottolinea Vacarezza – adesso ci aspettiamo che tutto questo continui, anche se 10 milioni di euro sono nulla rispetto ai danni reali, valutabili sopra i 100 milioni». «Si sa come vanno queste cose – aggiunge Burlando – prima si gestisce l’emergenza, il resto arriverà con le opere pubbliche, con un percorso legislativo che vedrà coinvolti anche i parlamentari e la Regione». L’immediatezza del finanziamento consente ai sindaci di affrontare la somma urgenza. Mario Margini, però, finché non vede i soldi, considera l’incontro di ieri soltanto interlocutorio, «anche se per Genova sono state scritte cose importanti»: il progetto di riassetto del rio Molinassi; l’impegno a destinare una quota parte dei finanziamenti per la demolizione dell’edificio di via Giotto (quello che nel ?92 e lunedì 4 ottobre scorso ha tappato il Chiaravagna e lo ha fatto esondare); l’invio di una task-force composta da tecnici del Dipartimento in grado di monitorare il territorio e l’emergenza. In via Olpiano sono giunti anche due alti dirigenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che però si sono limitati a prendere nota ed a riferire a Tremonti le richieste. Bertolaso ieri ha ricordato che il dipartimento di Protezione Civile non ha più un fondo di gestione e il punto cruciale è proprio la cifra che il Mef dovrà destinare. «Su questo ruota tutto il resto – spiega Burlando – e su questo dovrà essere tarata l’ordinanza che Bertolaso preparerà e ci invierà in visione entro 24 ore». Già oggi il documento dovrebbe giungere sulla scrivania del commissario straordinario: a lui spetta il parere e suggerire aggiustamenti. «Non appena avremo l’ordinanza, avvieremo un confronto con i comuni danneggiati», promette Burlando. Entro domani o al massimo giovedì il decreto dovrebbe fare ritorno a Roma. Se l’iter non dovesse trovare intoppi e il ministro Tremonti sarà d’accordo, entro venerdì la cifra sarà a disposizione della Liguria. «Ricordiamoci che i soldi dell’alluvione del Natale scorso nel Magra dobbiamo ancora riceverli», ricorda il presidente della Regione. Comunque, nel vertice di ieri si è parlato pure della distribuzione delle quote di somma urgenza, destinate ai risarcimenti: una parte andrà sicuramente agli enti pubblici, un’altra ai privati, a chi ha perso casa, negozio, attività artigiane e industriali. A tal proposito, per le perizie il Collegio dei Geometri di Genova ha messo a disposizione 30 professionisti a titolo gratuito. Le somme, comunque, dovranno essere ripartite in percentuale rispetto alla cifra stabilita ma ancora da deliberare. Inoltre, si è concordato che i 10 milioni di euro sarebbero fuori dal “Patto di Stabilità”: i comuni potranno spendere senza rischiare lo sforamento del limite imposto dalla Finanziaria. Al ministero dell’E-conomia, inoltre, è stata chiesta la deroga sulla fiscalità (sospendere le tasse alle categorie ed agli enti danneggiati).

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