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Bari, le multe a chi sporca le faranno gli spazzini

A Bari, chi sporca va davanti al giudice penale e rischia l’arresto. Infatti, dallo scorso 30 giugno, tutte le sanzioni che sono inerenti all’errato conferimento dei rifiuti saranno equiparate ad un reato. In più, oltre alla polizia urbana, anche gli addetti dell’azienda municipalizzata dei rifiuti potranno elevare le contestazioni ai cittadini «distratti». Michele Emiliano, primo cittadino del capoluogo pugliese, va giù con il pugno duro nei confronti di tutti coloro che degradano la sua città. Carta e penna alla mano, ha messo giù un’ordinanza (la n. 488/2010), che segna un punto importante a favore del rispetto della legalità nella capoluogo barese. Da oggi in poi, tutte le sanzioni riferite all’errato conferimento dei rifiuti saranno equiparate a reati, fatta eccezione di quelle relative all’inosservanza dell’orario previsto per gettare i sacchetti nei cassonetti. Quindi, attenzione a lasciare l’immondizia al di fuori dai cassonetti, a non raccogliere i bisogni del proprio animale con la paletta e a depositare i rifiuti ingombranti al di fuori delle apposite aree attrezzate. Per tutti c’è il processo penale dietro l’angolo. Sì, perché l’ordinanza firmata da Emiliano prevede che l’inosservanza delle norme regolamentari comunali in materia di rifiuti, dia luogo all’applicazione dell’articolo 650 del codice penale, che prevede l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda fino a 206 euro e impone la trasmissione dei provvedimenti innanzi all’autorità giudiziaria. Sul fronte della repressione, inoltre, l’ordinanza in esame conferisce al personale dell’Azienda municipalizzata dei rifiuti (Amiu), che espleta il servizio pubblico di raccolta rifiuti, dopo apposito corso di formazione, le funzioni di accertamento e contestazione immediata degli illeciti derivanti dalla violazione delle norme comunali sui rifiuti. È opportuno, ha aggiunto Emiliano, che in questa materia le sanzioni siano elevate oltre che dalla polizia urbana anche dal personale Amiu, «che patisce direttamente la scorrettezza dei comportamenti dei cittadini».

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