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Auto blu, firmato il D.P.C.M. che ne abbatte numero e beneficiari

Su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta, il Presidente  Silvio Berlusconi ha firmato il 3 agosto scorso il d.P.C.M. che dispone le “modalità e limiti di utilizzo delle autovetture di servizio al fine di ridurne numero e costo”. Si tratta di una norma che punta alla razionalizzazione e alla trasparenza nell’utilizzo di tali autovetture, al contenimento dei costi e al miglioramento complessivo del servizio, anche attraverso l’adozione di modalità innovative di gestione. Da sempre le auto blu sono infatti percepite come un privilegio o, peggio, uno spreco. Il Governo Berlusconi ha inteso dare finalmente una risposta responsabile a questo fenomeno, a partire da due puntuali monitoraggi che hanno fotografato l’intero parco auto delle pubbliche amministrazioni centrali e locali. L’ultimo di questi, relativo al 2010, ha infatti rivelato che esso è complessivamente composto da circa 72.000 auto:

  • 2.000 auto “blu blu” destinate agli eletti (di rappresentanza politico-istituzionale a disposizione di autorità e alte cariche dello Stato e delle amministrazioni locali);
  • 10.000 auto “blu” (di servizio con autista a disposizione di dirigenti apicali);
  • 60.000 auto “grigie” (senza autista, a disposizione degli uffici per attività strettamente operative).

Sono escluse da questa rilevazione sia le circa 50.000 autovetture usate per scopi di sicurezza e difesa personale e nazionale, sia le 16.000 autovetture usate per la polizia municipale e provinciale.
Il d.P.C.M. regolamenta finalmente l’assegnazione di queste autovetture, restringendone l’uso e colpendo gli abusi:

  • per le auto “blu blu” limita a poche autorità l’uso di auto di rappresentanza, eliminando deroghe e fissando sanzioni per le amministrazioni centrali che non le rispettino;
  • per le auto “blu” riduce da subito di oltre il 50% il numero di assegnatari che hanno diritto a un’auto di servizio nelle pubbliche amministrazioni centrali;
  • per tutte le auto (“blu-blu”, “blu” e “grigie”), indica modalità di utilizzo che permettono una consistente riduzione dei costi e crea le condizioni affinché anche le pubbliche amministrazioni locali, nell’ambito della loro autonomia, riducano il parco auto e in generale i costi.

Si stima che in questo modo nel triennio 2012/2014 si potrà ottenere un risparmio complessivo di circa 900 milioni di euro (240 nella p.a. centrale e 660 nelle p.a. locali). Viene inoltre resa obbligatoria per legge la comunicazione da parte delle amministrazioni centrali e locali su proprietà, noleggio o uso a qualunque titolo delle vetture: con questo provvedimento, il Governo avvia quindi il più grande censimento in materia, collocando l’Italia al primo posto in materia di trasparenza. Grazie a queste misure si stima che dal 2015 in poi sarà conseguito un risparmio annuale di circa 500 milioni di euro.
D’ora in poi nei Ministeri avranno diritto alle auto “blu blu” solamente i ministri, i viceministri e i sottosegretari. Le auto “blu” saranno invece assegnate solo ai i titolari di uffici di gabinetto, di dipartimento e del segretariato generale. Non ne avranno quindi più diritto i direttori generali, i capi degli uffici legislativi e i capi delle segreterie e degli uffici stampa. Grazie a queste misure si prevede pertanto una riduzione di circa il 70% degli attuali beneficiari. Inoltre, nel caso di enti pubblici non economici avranno diritto all’auto solo i presidenti, mentre saranno esclusi da questo benefit i direttori generali, i componenti dei Consigli di amministrazione e i revisori.
Si ricorda infine che sono pubblicate on line tutte le risposte fornite su base volontaria da oltre 5.000 amministrazioni (tra cui totalità di Ministeri, Regioni, Comuni e Province maggiori) che rappresentano due terzi delle 72.000 auto in uso alla p.a., con indicazione di tipologia di auto, costi, consumi, chilometraggi.

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