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Aumento Iva, in arrivo un decreto per congelarlo

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Si avvicina un decreto-legge per risolvere il pasticcio dell’Iva. Potrebbe essere varato già venerdì in una riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri, ed avere molto probabilmente come coperture finanziarie degli interventi per complessivi 3 miliardi di euro dei brutali “tagli lineari” alla spesa. Premono i partiti della maggioranza, premono sindacati e imprenditori. E il Governo ha davvero pochi margini di manovra per cercare di evitare che sull’Iva o sullo sforamento del deficit crolli tutto il castello dell’Esecutivo guidato da Enrico Letta.
Ieri, al coro di dichiarazioni e di richieste dei politici si sono uniti i leader delle parti sociali. E si fa strada la possibilità che in una riunione ad hoc del Consiglio dei Ministri il Governo decida di ricorrere allo strumento del decreto-legge per risolvere alla bell’e meglio il garbuglio che si è creato in questi giorni.

Caccia al tesoretto con un decreto-legge
Il decreto-legge dovrebbe contenere sostanzialmente una manovra straordinaria per 3 miliardi di euro. La metà di questi soldi, ovvero 1,6 miliardi, servirà per tappare il buco nei conti pubblici già individuato nei giorni scorsi, e permettere di centrare l’obiettivo del 3% nel rapporto deficit/Pil. Anche perché i cannoni della Commissione europea sono già armati e pronti a sparare: “Lo scostamento dello 0,1 dal 3% va coperto con misure immediate”, hanno fatto sapere da Bruxelles. E non rispettare i vincoli di bilancio vorrebbe dire una nuova procedura d’infrazione, con una multa da 3,4 miliardi e una nuova stretta sui margini di spesa dell’Italia. Sparirebbe insomma per il 2014-15, il “bonus” da 12 miliardi per maggiori spese in interventi co-finanziati dall’Unione europea.
Poi circa 1 miliardo verrà usato per congelare fino alla fine dell’anno l’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22%.
Con altri 4-500 milioni, invece, si potrà adempiere agli impegni presi dall’Italia in materia di missioni militari internazionali.
Per trovare queste risorse – anche se i tecnici del Ministero del tesoro sono ancora al lavoro – si punta su un mix di tagli lineari su diverse voci della spesa pubblica. Altra ipotesi, un’operazione di maquillage dei conti pubblici: si “venderebbero” in cambio di un miliardo di euro alla Cassa Depositi e Prestiti (che è formalmente fuori dal circuito della pubblica amministrazione, pur essendo una longa manus dello Stato) un pacchetto di immobili di proprietà pubblica.

Pressing su Iva e Imu: Saccomanni minaccia dimissioni
Intanto il Ministro Saccomanni, pressato da destra e sinistra e non solo su Imu e Iva, dice stop ai ricatti altrimenti saranno dimissioni. Ieri sera il Ministro del tesoro ha affidato al Corsera il suo sfogo ma anche il suo ultimatum. Destinatari soprattutto il Pdl e Renato Brunetta: la musica deve cambiare, la richiesta propagandistica del centrodestra su Imu e Iva è impossibile da realizzare in questo frangente specie dopo lo sforamento del limite del 3%. L’Italia deve mantenere gli impegni con l’Europa “altrimenti – ha avvertito il Ministro – io non ci sto”.
Ha chiesto quindi una tregua su Iva e Imu, squarciando il velo: “gli italiani meritano la verità sui conti e non gli slogan”.
L’idea del Partito democratico è portare a casa il rinvio dell’Iva e poi, a fine anno, affrontare la cancellazione della rata di dicembre dell’Imu “con i soldi che resteranno”. Tant’è che il sottosegretario Pier Paolo Baretta mette a verbale: “La priorità è rientrare nel tetto del 3%. Poi, in ordine cronologico, ci sarà il resto: l’Iva, le dismissioni e l’Imu che viene per ultima”.
Ma il Pdl già avverte con uno dei suoi ministri: “Non accetteremo imbrogli. L’abolizione totale dell’Imu è pietra fondante del patto di governo”.
Di certo c’è che se l’operazione riesce, Letta sarà riuscito a rinviare a fine anno – a legge di stabilità approvata – la resa dei conti. Ed è altrettanto sicuro che Saccomanni vigila sulle coperture e assiste allarmato l’avanzare dell’operazione sull’Iva. “Capiamo le esigenze di stabilità e di tenuta dell’Esecutivo”, dicono al Tesoro, “ma la politica rischia di prendere il sopravvento su tutto il resto”.

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