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Allarme dei sindaci: “a rischio la chiusura dei bilanci”

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È un vero e proprio allarme quello che lanciano i comuni italiani: a causa della “situazione di totale e inaudita incertezza in cui versa lo stato della finanza, rischiamo di non poter chiudere i bilanci entro il 30 settembre, le conseguenze saranno catastrofiche”.
L’Sos arriva al termine di una affollatissima riunione del Consiglio nazionale dell’Anci a Roma. 
“A nome dei sindaci italiani chiederò un incontro urgente al premier Letta e ai ministri Delrio e Saccomanni per convocare un tavolo negoziale unico dove si definiscano gli indirizzi, di medio e lungo periodo, sulle politiche finanziarie, sull’autonomia impositiva e di spesa e sulla revisione del Patto di stabilità” – ha detto il presidente dell’Anci, Piero Fassino, nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio nazionale dell’associazione riunitosi ieri a Roma.
“Al Governo, inoltre, chiederemo risposte nel breve periodo su Imu, Tares, catasto e riparto del fondo di solidarietà dei comuni, perché il 30 settembre dobbiamo chiudere i bilanci. Spero che si capisca la gravità della situazione: siamo al punto di massima usura dei rapporti tra Stato centrale ed enti locali” (l’ordine del giorno approvato). 
Per Fassino siamo dunque “al punto di rottura. Quella attuale – ha spiegato – è una situazione ulteriormente aggravata dalla correzione sulla spending review che per il 2013 aumenta a 2 miliardi e 250 milioni i tagli. A questo si aggiunge l’incertezza sull’Imu che riguarda i circa 700 milioni del 2012 e la seconda rata del 2013.
Inoltre ad oggi mancano i decreti sul riparto dei tagli e sul fondo di solidarietà per i comuni. Nonostante tutto ciò – ha sottolineato il sindaco di Torino – i sindaci stanno facendo i bilanci ma molti saranno quelli che non riusciranno a presentarli, considerando che per centrare il traguardo sarà necessario che ogni giunta approvi il documento ai primi di settembre”. 
Fassino ha poi rimarcato quanto detto sin dal giorno della sua elezione al vertice Anci e cioè che sono ormai “consunti gli assetti istituzionale del Paese e i rapporti tra i diversi livelli di governo”.
Il presidente dell’Anci è anche tornato sul Patto di stabilità, ricordando ai giornalisti come la sua funzione primaria era “portare convergenza e riaggiustamento dei conti ma è uno strumento che oggi ha esaurito la sua efficacia cambiando natura e trasformando qualsiasi politica di investimento, nei fatti è diventato una prigione per gli amministratori”. 
Fassino lancia quindi “un appello” affinché il Governo “si renda conto della sofferenza in cui versano i comuni. I sindaci devono essere messi nelle condizioni di poter esercitare le proprie funzioni, è un errore soffocare gli enti locali con un neo-centralismo che crea danni enormi”. 
Entrando poi nel merito delle richieste a breve termine, il presidente dell’Anci ha ricordato come i sindaci aspettano ancora di sapere cosa ne sarà del sistema della riscossione. “Il 30 dicembre Equitalia non ci sarà più, cosa accadrà dal 1 gennaio 2014?” chiede.
E poi ancora il nodo Tares “che deve avere tariffe graduali” e la riforma del catasto. Su quest’ultimo aspetto il presidente Anci è stato netto: “Le competenze tornino ai comuni anche alla luce degli sviluppi che ci saranno sul loro ruolo in tema di valorizzazione degli immobili”. 
Fassino ha comunicato alla stampa che il 24 settembre prossimo a Milano ci sarà un’assemblea dei comuni coinvolti inExpo 2015 per parlare del “coinvolgimento e dell’impegno delle città nell’ambito di questo importante evento”. 
L’ultimo pensiero il presidente dell’Anci lo ha voluto riservare al sindaco di Cardano al Campo, Laura Prati, morta due giorni fa in seguito al ferimento da parte di un vigile sospeso dal servizio. “Da oggi e fino a domenica – ha concluso Fassino – le bandiere dei municipi italiani saranno abbrunate e a mezz’asta in segno di lutto”.

Di Giorgi (Latina): “i comuni siano messi nelle condizioni di esercitare le proprie funzioni”
“La richiesta dei sindaci” di un incontro urgente al premier Letta e ai ministri Delrio e Saccomanni per convocare un tavolo negoziale unico “scaturisce anche da un’altra necessità urgente e improrogabile e cioè quella di sciogliere al più presto i nodi che attualmente impediscono ai comuni, a tutti i comuni d’Italia, di procedere all’approvazione del bilancio”. È quanto afferma in una nota il sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, che ieri ha partecipato al Consiglio nazionale Anci. 
“Entro il 30 settembre – dice Di Giorgi – i comuni devono chiudere i bilanci e per farlo è necessario che il documento contabile sia predisposto i primi di settembre. Ecco perché il Governo deve darci certezze su Imu, Tares, catasto e riparto del fondo di solidarietà dei comuni. I sindaci – continua il primo cittadino di Latina – devono essere messi nelle condizioni di poter esercitare le proprie funzioni e dare risposte ai cittadini e per questo deve cessare la cieca politica del Governo che fa gravare su comuni sempre nuovi tagli. L’altra importane battaglia dell’Anci – continua il sindaco di Latina – è la revisione del Patto di stabilità con il suo allentamento e un meccanismo premiale verso i comuni virtuosi”.

Cattaneo confermato vicepresidente vicario
Da vicepresidente a presidente facente funzioni, per diventare poi vicepresidente vicario. Ieri mattina, il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, su proposta del presidente Piero Fassino, è stato nominato vicepresidente vicario dell’Anci, con votazione unanime del Consiglio nazionale. Per Cattaneo si tratta di una riconferma. È stato vicepresidente, infatti, quando Graziano Delrio presiedeva l’Anci e ha ricoperto il ruolo di presidente reggente nei due mesi e mezzo prima della nomina del sindaco di Torino, Piero Fassino. “Il metodo deve essere sempre quello di essere risoluti, di denunciare i tagli e di mantenere la barra dritta, tenendo sempre presenti i doveri verso i cittadini – sono le parole di Alessandro Cattaneo -. È questo il mio impegno che porterò al fianco di Piero Fassino. Anci deve proseguire il suo percorso fatto di semplicità e trasparenza, per far capire con chiarezza ai nostri cittadini che vogliamo essere la molecola essenziale per il rilancio del Paese”.

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