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Aiuti Ue spesi male? Vanno revocati tutti

Gli eurodeputati chie-dono alla Commissione europea di prendere le misure necessarie per recuperare in fretta i fondi comunitari spesi male negli stati membri dell’Ue, in particolare in Italia. È quanto emerge da una risoluzione approvata ieri dall’aula di Strasburgo a larghissima maggioranza: 655 voti favorevoli, 3 contrari e 18 astensioni. La risoluzione si riferisce all’ultimo rapporto annuale (2009) dell’esecutivo comunitario sulla lotta antifrode e sulla tutela degli interessi finanziari dell’Ue. «Il Parlamento europeo si rammarica del fatto che si continuino a spendere indebitamente quote significative di fondi Ue e invita la Commissione a prendere le misure del caso per assicurare il rapido recupero di detti fondi», si legge nella risoluzione preparata da Ivan Catalin Sorin, eurodeputato rumeno del gruppo dei socialisti e democratici. In particolare, il Parlamento europeo «è preoccupato in relazione al livello delle irregolarità non ancora recuperate o dichiarate irrecuperabili in Italia alla fine dell’esercizio finanziario 2009». Irregolarità che riguardano soprattutto il settore agricolo, dove l’Italia detiene il primato del paese che ha accumulato l’ammontare più elevato: 54 milioni di euro su un totale di 125 milioni). Mentre la Spagna si è aggiudicata la palma del paese con il maggior numero di casi: 404 su 1.621. Per questo gli eurodeputati chiedono alla Commissione europea di seguire da vicino la situazione e di essere aggiornati in merito alle misure correttive specifiche che sono state prese in questi due paesi. Inoltre i parlamentari hanno puntato il dito contro l’Italia, perché è uno dei paesi in cui la frode rappresenta più della metà del totale delle irregolarità nei dazi doganali. Insieme ad altri stati membri come Austria, Romania, Slovacchia e Spagna. Nel complesso, il Parlamento si rammarica del fatto che l’esecutivo comunitario «non fornisca informazioni sul livello stimato di frode e di irregolarità nei singoli stati membri, ma si concentri sul livello di comunicazione delle informazioni».

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