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Agli edifici rurali basta la Dia in sanatoria

Eseguito l’accatastamento, poiché copia della denuncia sarà trasmessa ai comuni dall’Agenzia per i controlli di conformità urbanistico – edilizia (articolo 19 comma 8 ultimo periodo), sarà bene che il contribuente si rivolga a un tecnico abilitato alla presentazione di progetti edilizi per predisporre la documentazione tecnica da allegare alla denuncia di inizio attività in sanatoria (progetti, calcolo, estratti di mappa, fotografie eccetera), a seconda del tipo di fabbricato da sanare. Per i fabbricati rurali, che sono la maggior parte di quelli fantasma, è sufficiente la presentazione di una Dia in sanatoria che prevede la sanzione pecuniaria da 516 a 10.329 euro, applicabile al minimo, mentre non sono dovuti gli oneri di concessione e urbanizzazione, come previsto dall’articolo 9 della legge 10/77. Invece, per i fabbricati di tipo civile o industriale, è necessario presentare la Dia in sanatoria col pagamento dei tributi di concessione e urbanizzazione solo se la costruzione è conforme alle destinazioni dello strumento urbanistico vigente, come ad esempio è il caso di box costruiti nel cortile di una casetta, o di ampliamento di una villetta col recupero del sottotetto. Nel caso che la costruzione non fosse conforme, scatterebbe la denuncia del comune all’autorità giudiziaria, che potrebbe portare non solo alla demolizione del manufatto, ma anche all’arresto e condanna a due anni di carcere (articolo 44 e seguenti del Dpr 380/2001) se la zona fosse soggetta a vincolo ambientale. Del resto, il comune non può rilasciare sanatorie nelle zone soggette a vincoli paesaggistici, se non è intervenuto il parere favorevole della Soprintendenza dei beni artistici e culturali competente per territorio, come previsto dall’articolo 147 del Dlgs n. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio). Se i fabbricati fantasma sono risultati oltre due milioni, le unità immobiliari censite ma modificate nella consistenza e nella rendita non dichiarate sono certamente molte di più, se è vero che vengono stimate nel 10% delle unità censite, grazie alle agevolazioni concesse per le ristrutturazioni dall’articolo 1 della legge 449/97 e successive modificazioni, con la detrazione d’imposta del 36% sull’importo dei lavori. In questi casi, tuttavia, di norma la sanatoria si esaurisce con la presentazione di una Dia in sanatoria e il pagamento del minimo delle sanzioni (516 euro). Peraltro, anche in questi casi, qualora l’edificio di appartenenza dell’unità immobiliare sia soggetto a vincoli storico artistici, è necessario ottenere il consenso della Soprintendenza ai beni storici e culturali, se le opere hanno interessato le strutture o la facciata (apertura di finestre o porte).

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