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Adro toglie il sole leghista Il sindaco: scuola fuorilegge

ADRO (Brescia) – Alle 18 di ieri sera, all’istituto scolastico «Gianfranco Miglio» di Adro la rimozione dei contestati simboli del sole delle Alpi era a buon punto; un gruppo di genitori supportati da una serie di associazioni della sinistra stavano manifestando fuori della scuola in segno di vittoria quando in quell’istante, dal cancello dell’istituto è sbucato il preside Gianluigi Cadei ? il protagonista della giornata ? accompagnato fino alla sua auto da un lungo applauso. Il professore con un’aria tutt’altro che di esultanza ha solo mormorato: «Sono stanco, vorrei andare a casa…». La partita sulla cancellazione degli emblemi padani dalla scuola pubblica di Adro è infatti tutt’altro che chiusa. Se il preside Cadei ieri mattina ha varcato il Rubicone, cominciando a togliere alcuni dei 700 soli delle Alpi, dal municipio del paese bresciano, il sindaco leghista Oscar Lancini non demorde: «Ho già inviato una lettera di diffida al preside – annuncia in mattinata – ricordandogli che non può alterare lo stato dell’edificio che gli è stato consegnato ». Lancini non specifica se la sua reazione sarà affidata alla carta bollata (denuncia di Cadei alla magistratura) o al cacciavite, (invio di qualche operaio comunale a rimettere al loro posto i simboli rimossi). L’ora «x» è scattata ieri mattina alle 11.30 quando alcuni bidelli della scuola hanno cominciato l’operazione repulisti: primi a scomparire sono stati gli zerbini con il sole padano posti agli ingressi della scuola, poi è toccato ai cartelli sparsi per il giardino dove sulla scritta «Vietato calpestare l’erba» la lettera «o» era sostituita dal sole delle Alpi. Infine sono stati svitati i coperchi dei bidoni dell’immondizia anch’essi con la raggiera cara al popolo del Carroccio. Il passo decisivo era stato preceduto da alcuni eventi importanti; lunedì sera a mezzanotte il consiglio di istituto aveva votato una delibera in cui si dava a sostegno al preside deciso a far sparire la «griffe» leghista. «La delibera è stata votata all’unanimità – riferisce Franco Gaffurelli, componente del consiglio in qualità di genitore – ma chiede anche che la completa rimozione dei simboli sia addebitata a chi li ha messi, cioè al sindaco. Abbiamo inoltre deciso che all’intito-lazione a Gianfranco Miglio sia affiancata quella ai fratelli Dandolo, eroi risorgimentali ». A dare man forte al preside, ieri mattina, alla scuola, è arrivata una lettera del provveditore regionale Giuseppe Colosio nella quale si invitava Cadei a dare il via alla rimozione dei simboli; da Roma invece il Ministero della Pubblica Istruzione ha fatto sapere che Mariastella Gelmini ha seguito passo passo la vicenda e che in pratica dà la sua «benedizione» alla svolta presa dagli eventi. E Lancini? Dal municipio ieri ha rotto un silenzio durato due settimane. «Se pensate che io sia isolato vi sbagliate; la Lega? Anche se nessuno parla, mi appoggia», attacca. «L’edificio è del Comune – spiega il primo cittadino – ed è stato affidato al preside perché solo lo conservi. Hanno cominciato a togliere i simboli? Non ne sono nulla e certo non mi presento a scuola perché rischierei di alimentare ulteriore tensione, consulterò gli avvocati. Io sento di essere nel giusto: ancora nessuno mi ha detto che ho violato una legge». E per far capire che la questione è tutt’altro che conclusa Lancini ha annunciato che oggi manderà alcuni tecnici comunale alla scuola per effettuare un sopralluogo.

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