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Addio all’Agenzia dei segretari

Abrogata l’Agenzia per la gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali e le relative funzioni tornano in capo al ministero dell’interno. I comuni e le province si vedono abrogati i contributi per la corresponsione del trattamento economico ai segretari in mobilità, mentre per la parte precedentemente destinata al finanziamento della Agenzia i contributi saranno ridotti. Tale abrogazione non tocca in alcun modo la Scuola superiore della pubblica amministrazione locale, cioè la scuola dei segretari comunali. Il governo ha dunque riproposto l’emendamento voluto dalla commissione bilancio del senato. Le disposizioni sono inserite nei nuovi commi che vanno dal 31-ter al 31-septies dell’articolo 7 del dl n. 78/2010, su cui ieri il senato ha votato la fiducia e che ora passa alla camera. Dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, quindi dai primi giorni del prossimo agosto, l’Agenzia viene soppressa. Il suo personale e le sue risorse sono trasferiti al ministero dell’interno che, con un proprio decreto, detterà le modalità operative per l’effettivo avvio delle attività ed individuerà il personale da trasferire allo stesso ministero. A tali dipendenti verrà garantito lo stesso trattamento economico, per le voci fisse e continuative, in godimento e l’inquadramento nell’ambito delle categorie e dei profili corrispondenti. Nelle more l’attività continuerà presso le attuali sedi nazionali e regionali dell’Agenzia. Infine viene disposta la soppressione del contributo dei comuni e delle province per l’erogazione del trattamento economico del personale in mobilità e sono ridotti, sulla base di uno specifico decreto del ministro dell’interno, sentita la Conferenza Stato Città, i trasferimenti per il funzionamento dell’Agenzia. A scanso di possibili dubbi interpretativi le disposizioni sull’Agenzia contenute nel dlgs n. 267/2000, testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, sono espressamente abrogate. Occorre adesso capire se la soppressione della Agenzia dei segretari sia l’anticamera di misure radicali nei confronti di tale categoria o sia semplicemente una scelta di contenimento della spesa pubblica. Le volontà dichiarate dai promotori dell’emendamento vanno nella seconda direzione: un intervento di contenimento dei costi della politica. Si dovrà adesso vedere se il contenimento sarà effettivo in termini di risparmi, visto che i comuni e le province dovranno continuare a versare oneri per il funzionamento della struttura, che viene adesso incorporata direttamente nel Viminale e nelle prefetture. Altro dubbio riguarda i concorsi per l’assunzione di un migliaio di nuovi segretari che sono attualmente in corso, ricordiamo che il primo per oltre 300 unità si concluderà nel prossimo autunno.

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