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Ad Adro un conto da 30mila euro

MILANO – Il vertice milanese a via Bellerio per decidere cosa fare nella nuova scuola di Adro zeppa di simboli con il «sole delle Alpi» c’è stato, ma il dato chiave è stata l’assenza del leader della Lega Umberto Bossi. Il sindaco del paese della Franciacorta, Oscar Lancini, è arrivato alla sede del Carroccio nel primo pomeriggio e ha incontrato il segretario della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti e il parlamentare bresciano Davide Caparini, ma l’assenza di Bossi ha pesato e i protagonisti dell’incontro si sono trincerati nel silenzio. Intanto la lettera del direttore dell’ufficio scolastico della Lombardia che su richiesta del ministro Mariastella Gelmini intima la rimozione del simbolo dal tetto e dagli arredi scolastici è arrivata al sindaco, e la parola dovrebbe passare alla giunta comunale, mentre l’opposizione dentro e fuori il consiglio annuncia di aver già chiesto alla corte dei conti di mettere sotto esame i riflessi finanziari dello slancio simbolico mostrato dal comune nell’arredare la nuova scuola. «Il costo per eliminare i simboli – ha spiegato il portavoce locale del Pd, Silvio Ferretti, ai microfoni di Radio24 – potrebbe arrivare a 30mila euro». Alla scuola intitolata a Gianfranco Miglio, ideologo della Lega Nord prima della rottura traumatica con Bossi seguita da una “riabilitazione” postuma, il «sole delle Alpi» è ovunque: «Il costo maggiore ? sottolinea Ferretti ? riguarda la rimozione del simbolo dal tetto, ma il sole è presente anche sui banchi, sui cestini e sugli zerbini. La rimozione non può essere a carico dei cittadini; deve pagarla chi ha fatto la bravata». Ad agitare le domande dell’opposizione è però tutta la partita economica legata alla costruzione del nuovo istituto, che in cinque parti ospita materne, elementari, medie, mensa e palestra. Il sindaco Lancini ha più volte ribadito il «costo zero» della nuova scuola, ma all’opposizione i conti non tornano. «Il “costo zero” – spiega per esempio Valerio Delpozzo, della lista indipendente «nuovo futuro» che raggruppa la minoranza in consiglio – sono in realtà i tre edifici della vecchia scuola e 24.500 metri cubi di urbanizzazione ceduti all’associazione di imprese che ha costruito il nuovo plesso». Il contratto, poi, prevede la possibilità che il comune “riacquisti” il 20% delle aree cedute, e secondo Delpozzo «questa opzione, che costa 1,36 milioni, sarà senza dubbio seguita, perché le imprese devono monetizzare». Sull’arredamento, il problema dovrebbe riguardare soprattutto la sostituzione di zerbini e cestini, mentre sui banchi l’impresa è più facile perché il sole delle Alpi è in pratica un adesivo. «I costi di alcuni oggetti – spiegano dall’opposizione – sembrano eccessivi, abbiamo chiesto da settimane un incontro con i revisori ma senza successo». Per ora le cifre disponibili parlano di 550mila euro, 260mila del comune e il resto finanziato da privati, ma i dati ufficiali del comune non sono ancora emersi.

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