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«Abbassare il carico tributario che pesa su lavoro e pensioni»

Abbassare la pressione fiscale sul lavoro dipendente e sulle pensioni: è questo il segnale che il sindacato si aspetta dal Governo. In caso contrario Cgil, Cisl e Uil sono pronte a mobilitarsi: è probabile che Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti si incontreranno lunedì per decidere sul da farsi. Diverse categorie sono in fibrillazione, a partire dai pensionati di Spi-Fnp-Uilp che hanno fissato per lunedì una riunione per avviare la campagna di mobilitazione, e il pubblico impiego che protesta contro l’estensione del blocco dei contratti fino al 2014 e la riduzione del turn over, contestando il piano di stabilizzazione di precari.

«Ci batteremo affinché la legge di stabilità rappresenti quel cambiamento che è necessario – ha detto la Camusso -, che finalmente affronti il tema della crisi di domanda, della riduzione dei consumi e delle attività produttive. Bisogna spostare le risorse verso i lavoratori e i pensionati, in misura ben differente da quella prevista da questa legge di stabilità». La leader della Cgil sottolinea che «non si sono tassate le rendite», misura che avrebbe potuto liberare «maggiori risorse per il lavoro» e «si è scelto di colpire i lavoratori pubblici». Sul ricorso allo sciopero generale c’è cautela, l’obiettivo del sindacato non è far cadere il Governo.

Ad un lavoratore che ieri mattina, nel corso di un’assemblea all’interno dello stabilimento Scavolini, le ha chiesto quale posizione ha il sindacato nei confronti del futuro del Governo Letta, Camusso ha risposto: «Ho una preoccupazione: se salta questo Governo non cambia assolutamente nulla».

I sindacati confederali, almeno per ora, intendono mantenere aperto il dialogo con il Governo per modificare il capitolo “fisco sul lavoro” della legge di stabilità. «Il premier Letta ha promesso che in sede parlamentare e in sede di rapporto con le parti sociali la questione potrà essere rivista», spiega Bonanni «noi confidiamo in questo, diversamente saremo costretti a mobilitarci». Per Bonanni la partita resta aperta: «Serve un’interlocuzione con il Governo per affrontare il tema del taglio delle spese inefficienti e degli sprechi e trovare le risorse per abbattere il fisco sul lavoro – sostiene -. Le modifiche non vanno lasciate ai partiti, altrimenti assisteremo ad un ennesimo assalto alla diligenza da parte delle forze politiche che faranno prevalere gli interessi di bottega».

Il taglio dell’Irpef è del tutto insufficiente per i sindacati. Secondo uno studio della Uil il 18% dei quasi 16 milioni di lavoratori dipendenti, quasi 1 su 5, nel 2014 avrà 168,3 euro in più per l’intero anno: sono i 3,6 milioni di contribuenti della fascia di reddito fino a 18mila euro. Nessun vantaggio, invece, per 4 milioni di lavoratori incapienti. Intanto oggi per 24 ore è stato indetto lo sciopero contro la legge di stabilità e le misure di austerità dall’Usb e dai sindacati di base, con un corteo nazionale che sfilerà a Roma.

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