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Whistleblowing, cosa c’è nella proposta di legge approvata ieri alla Camera

Ieri primo sì della Camera al whistleblowing, il sistema di segnalazione degli illeciti – mutuato dall’ordinamento statunitense – all’interno delle imprese pubbliche e private. La proposta di legge whistleblowing (che letteralmente significa “soffiare nel fischietto”) nasce come p.d.l. del Movimento 5 stelle ma nel corso dell’esame nelle Commissioni lavoro e giustizia a Montecitorio è stata di fatto sostituita, attraverso l’approvazione di una serie di emendamenti, con una firmata Pd.

>> Vai alla pagina della proposta di legge sul sito della Camera

La proposta, che adesso passerà al Senato, si suddivide in due parti: una relativa al settore pubblico e una al privato.

Per le pubbliche amministrazioni è stata sancita la segretezza degli autori delle segnalazioni, che dovranno pervenire all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), all’autorità giudiziaria o alla Corte dei conti. Vietata ogni forma di discriminazione verso il segnalante, in caso contrario l’Anac può comminare una multa da 5mila a 30mila euro. Qualora il responsabile non inoltri la segnalazione a chi di competenza la multa prevista va invece da 5mila a 20mila euro. Sempre all’Anac viene affidato il compito di redigere delle linee guida per definire strumenti adatti a garantire la segretezza del segnalante. 

Ogni tutela viene meno se viene accertata una responsabilità civile o penale di chi segnala (per esempio in caso di calunnia). Per il settore privato si è scelto di intervenire modificando il decreto legislativo n. 231/2001, relativo alla disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, agendo sui Modelli di organizzazione e di gestione (i cosiddetti Moc) dell’ente idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi. Attraverso questi strumenti vengono recepiti i principi e gli strumenti pensati per la pubblica amministrazione. 

Nel corso dell’esame parlamentare, tra le altre cose, sono state eliminate tutte le forme di premialità previste per i segnalanti. Inizialmente la p.d.l. prevedeva infatti che una parte del ricavato derivante da illeciti fosse destinato all’autore delle segnalazioni. Aumentate, inoltre, le misure a tutela della segretezza di chi effettua le segnalazioni.

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