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Via al «taglia-leggi», sfrondati i decreti attuativi in lista d’attesa

Fonte: Il Sole 24 Ore

L’attuazione delle riforme allunga il passo. Ieri il Consiglio dei ministri ha, infatti, approvato in via preliminare un decreto legislativo che si muove su due versanti: da una parte cancella circa 40 norme contenute negli interventi anticrisi messi in atto dagli ultimi tre Governi; dall’altra modifica una dozzina di disposizioni sempre riferite alle manovre degli Esecutivi Monti, Letta e Renzi. Un taglio che sfoltisce lo stock di decreti attuativi in lista d’attesa, arretrato che a metà novembre ha però fatto segnare un ulteriore dimagrimento: il tasso di attuazione è infatti salito al 70,5%, contro il 68,9 di inizio ottobre.
«Il Governo è fortemente impegnato su questo versante», ha dichiarato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, alla quale si deve il nuovo decreto taglialeggi. Allo stesso tempo il ministro ha voluto precisare che l’Italicum, la nuova legge per eleggere la Camera, non sarà cambiata.
La tagliola approvata ieri prende spunto da una norma contenuta nella riforma della pubblica amministrazione, la legge 124 della scorsa estate. L’articolo 21 ha conferito al Governo la delega per cancellare o modificare le disposizioni che prevedono provvedimenti non legislativi di attuazione (per esempio, Dpcm o Dpr). L’arco di tempo su cui esercitare la delega va dal 1° gennaio 2012 – dunque, dall’inizio della catena degli interventi legislativi adottati dal Governo dei professori per far fronte all’urgenza della crisi e per rimettere in moto lo sviluppo, interventi poi proseguiti dall’Esecutivo di Enrico Letta – al 28 agosto scorso, data di entrata in vigore della riforma della Pa. Vi rientrano, pertanto, anche i decreti attuativi previsti dalle manovre di Renzi.
Nel decreto varato ieri le norme targate Renzi sono – per ovvie questioni anagrafiche – molto poche. La tagliola si abbatte, invece, sui decreti attuativi previsti dalle riforme Monti e Letta, atti che hanno accumulato una certa anzianità e che hanno finito per essere sorpassati da norme più recenti. Molti di quei decreti sono ancora, nonostante siano trascorsi anni, da mettere a punto e appesantiscono lo stock dei provvedimenti da attuare.
Zavorra che, però, continua a diminuire: gli atti in attesa riferibili ai Governi Monti-Letta si sono ridotti a 246 (erano 261 a metà settembre) e il tasso di attuazione delle riforme di quei due Esecutivi ha toccato il 76,2 per cento. Ci sono poi da aggiungere i provvedimenti messi in cantiere da Renzi: secondo l’ultimo monitoraggio del Sole 24 Ore (il rating 24 pubblicato a metà ottobre) le principali manovre economiche dell’attuale Esecutivo hanno messo in campo 375 decreti attuativi, di cui 144 già tradotti in realtà, con un tasso di attuazione del 38, 4 per cento. C’è, però, da considerare che si tratta di interventi anche recenti, che hanno ancora tempo per poter essere resi operativi. A differenza di quelli riferibili a Monti e Letta, per molti dei quali il tempo è abbondantemente scaduto.
Da qui il taglialeggi approvato ieri e che ora dovrà affrontare il vaglio del Parlamento, per poi ritornare a Palazzo Chigi per il varo definitivo. 

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