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Uno sconto Imu a famiglia

Fonte: Il Sole 24 Ore

Alla fine l’ha spuntata il Pdl. Nel 2012 la neonata Imu si pagherà in tre rate. Ma solo sulla prima casa perché dalla seconda in su il versamento continuerà a essere articolato in due tranche. A prevederlo è un emendamento del relatore al decreto fiscale, il pidiellino Gianfranco Conte, approvato ieri dalla commissione Finanze della Camera. E le novità sull’imposta immobiliare erede dell’Ici non finiscono qui visto che, sempre per effetto delle modifiche decise a Montecitorio, per nucleo familiare ci sarà una sola detrazione di 200 euro, la deducibilità sulle dimore storiche affittate sale al 40% e le abitazioni site nei Comuni abruzzesi terremotati vengono esentate dal tributo.
Di tutte le new entry la più rilevante è sicuramente quella sulla rateizzazione (che potrebbe però diventare facoltativa se oggi passasse la modifica invocata dall’Udc). In occasione sia della prima che della seconda scadenza – previste, rispettivamente, il 18 giugno e il 17 settembre – il cittadino dovrà versare il 33% dell’imposta calcolata sull’aliquota base del 4 per mille e tenendo conto della detrazione di 200 euro per il nucleo familiare più 50 euro per ogni figlio convivente, con meno di 26 anni. In occasione del terzo appuntamento con il fisco, fissato per il 17 dicembre, andrà versato il restante 33% più il conguaglio dell’imposta calcolata sulla base dell’aliquota definitiva decisa nel frattempo da sindaci (entro il 30 settembre) e Stato (10 dicembre). In alternativa al modello F24, si potranno utilizzare anche i bollettini postali.
Di fatto, in base al nuovo sistema, ci si troverà a corrispondere, subito dopo l’estate, il 66% di quanto dovuto anziché il 50%, fino praticamente a fine anno, contemplato dal vecchio sistema. Un’ipotesi che sicuramente non ci sarà dalla seconda abitazione in su dove si continuerà a usare il meccanismo di versamento fifty fifty tra saldo e acconto. Fermo restando che anche qui il primo pagamento andrà fatto sull’aliquota base (7,6 per mille) e il secondo su quella aggiornata, per quanto di loro competenza, da Governo e municipi. Questi ultimi potranno infatti elevarlo o abbassarlo del 3 per mille.
C’è una data ulteriore da segnare in rosso sul calendario: il 30 settembre. Quando scadrà la nuova dead line per la presentazione delle dichiarazioni Imu. A rispettarlo dovranno essere tutti coloro che hanno acquistato un immobile dal 1° gennaio in poi.
Passando alle altre novità, al fine di evitare le intestazione fittizie di un bene, un’altra proposta di modifica a firma Conte ha specificato che, se il coniuge e gli altri familiari hanno stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in stabili diversi, le agevolazioni sulla prima casa «si applicano su un solo immobile». Con la precisazione contenuta in un’altra norma che, in caso di separazione, l’imposta dovrà essere versata da chi continua ad abitare nella casa coniugale indipendentemente da chi sia il proprietario.
Un altro cambiamento degno di nota interesserà le famiglie colpite dal sisma del 2009 in Abruzzo. In presenza di un fabbricato distrutto o destinatario di ordinanze sindacali di sgombero perché inagibili in tutto in parte scatta l’esenzione non solo dall’Imu ma anche da Irpef e Ires. Fino alla ricostruzione o al ritorno dell’agibilità.
Al netto delle modifiche degli agricoli (su cui si veda l’articolo sotto), tra i cambiamenti introdotti ieri spicca l’addio all’imposta di bollo per gli affitti soggetti alla cedolare secca Irpef del 21% (19% sui contratti a canone concordato) e ai tributi di registro e di bollo in caso di fidejussione emessa a favore del conduttore.
E sempre in tema di imposta sui redditi va segnalata l’ennesima modifica sul trattamento fiscale delle dimore storiche. La deducibilità al 25%, inserita nel Dl due settimane fa al Senato per attutire la stangata attesa con l’arrivo dell’Imu e l’eliminazione del regime agevolato contenuto nella legge 413 del 1991, è stata elevata al 40% dalla Camera. Andando a sommarsi così all’abbattimento del 50% della base imponibile Imu voluta a Palazzo Madama. Lo stesso benificio pensato per i fabbricati distrutti e inagibili.

IN SINTESI

COME SONO REGOLATE
L’Imu avrebbe dovuto essere versata in due rate, esattamente come l’Ici. Le scadenze erano quindi fissate a giugno e a dicembre, quando i contribuenti avrebbero dovuto versare l’imposta relativa alla propria abitazione (compresa la prima casa, che invece era esente per l’Ici)

COME DIVENTERANNO
Sulla prima casa le rate saranno tre. Il 18 giugno e il 17 settembre si dovrà versare il 33% dell’imposta calcolata sull’aliquota dello 0,4%. A dicembre andrà versato il restante 33% più il conguaglio dell’imposta calcolata sulla base dell’aliquota definitiva decisa dai sindaci

LE DETRAZIONI IMU
COME SONO REGOLATE
Le regole sull’Imu prevedono una detrazione di 200 euro per l’abitazione principale, oltre a uno sconto di 50 euro per ogni figlio di età inferiore a 26 anni, a patto che sia convivente con i genitori. Questo sconto è però limitato: l’importo massimo per il bonus legato ai figli non può superare i 400 euro

COME DIVENTERANNO
Lo sconto di 200 euro per la prima casa viene limitato a un solo nucleo familiare: significa, in pratica, che se il coniuge e gli altri familiari hanno stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in stabili diversi, le agevolazioni sulla prima casa «si applicano su un solo immobile»

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