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Una nuova rotta per le Regioni

Una nuova rotta per le Regioni

Nel corso della giornata di ieri si è tenuta la Conferenza delle Regioni, incentrata sull’imminente 50° dell’istituzione delle Regioni a statuto ordinario. La ricorrenza verrà celebrata al meglio, organizzando un ciclo di manifestazioni aventi ad oggetto il passato e gli obiettivi futuri di questi enti pubblici. Stefano Bonaccini, Presidente della Conferenza delle Regioni, è apparso quanto mai motivato e volitivo al riguardo: “Nel corso degli anni le Regioni sono diventate veri e propri punti di riferimento del territorio. La loro azione si è espansa, assumendo un profilo istituzionale che va ben al di là del mero catalogo delle competenze legislative. Oggi quando c’è da progettare opportunità di sviluppo, quando si vuole realizzare davvero una politica di rilancio degli investimenti pubblici, oppure quando c’è da gestire un’emergenza, si fa necessariamente riferimento alla dimensione regionale. C’è di più: la stessa concertazione istituzionale basata su accordi o patti Stato-Regioni è diventata per ogni Governo, a prescindere dal colore politico, un percorso di seria concretezza istituzionale, un modo per rispondere alle esigenze del Paese, spesso la chiave per risolvere problemi.

Un percorso di miglioramento comune

Un’occasione dunque di elaborazione e crescita circa il ruolo da protagonista che hanno assunto le Regioni nel corso degli anni: “Il 50° della nascita delle Regioni a statuto ordinario non deve essere solo un evento celebrativo, ma deve diventare l’occasione per riflettere sulla storia, sulle buone pratiche e sulle prospettive future del ruolo delle istituzioni regionali. Per questo abbiamo pensato ad una serie di seminari che si svolgeranno in alcune città e che serviranno ad approfondire per grandi macroaree la funzione, la storia e lo sviluppo della Regione, intesa appunto come comunità. L’obiettivo è di ricavare lungo questo percorso alcune idee-guida, alcuni principi e proposte concrete da far confluire in un documento unitario.”

Il nuovo regionalismo

Bonaccini conclude sottolineando nuovamente la dimensione ‘comunitaria’ che deve assumere la percezione delle Regioni tra i consociati: “Lavoreremo insieme – come “comunità delle Regioni”, tema che mi auguro nel 2021 possa essere al centro del 40° della nascita Conferenza delle Regioni – per arrivare ad un vero e proprio “manifesto per il nuovo regionalismo” che presenteremo all’opinione pubblica, al Paese e a quella società civile operosa che può aiutarci a riscoprire le radici più profonde della nostra democrazia e alcune idee portanti, come lo stesso regionalismo, che il costituente ha voluto con convinzione fra i principi della Carta”.

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