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Uil: da Imu e addizionali -504 euro a famiglia

Fonte: Il Sole 24Ore

La manovra “salva Italia” costerà a ciascun contribuente in media 209 euro in più, tra Imu prima casa (133 euro) e aumento delle addizionali regionali Irpef (76 euro). Infatti si passerà dai 295 euro medi di quest’anno ai 504 euro per il 2012 (371 di Irpef Regionale e 133 euro di Imu), ma si potranno superare i 562 euro se si possiede una casa accatastata in A/2. La stima è del servizio politiche Territoriali della Uil che ha calcolato gli effetti della reintroduzione dell’imposta sulla prima casa (Imu) e dell’incremento delle addizionali regionali Irpef dello 0,33% per un cittadino con un reddito imponibile di 23mila euro (pari alla media delle dichiarazioni dei redditi), con un’abitazione di proprietà di circa 80 metri quadri, accatastata in A/2 e A/3 in zona semiperiferica con 5 vani. «Si tratta di cifre medie calcolate al ribasso – spiega Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil – che non tengono conto dell’autonomia impositiva degli enti locali territoriali su queste ed altre imposte, quali l’addizionale comunale Irpef e la tassa rifiuti solidi urbani, che potrebbero portare altri consistenti aumenti». Essendo prevista la retroattività per le addizionali, Loy sottolinea che «a maggio con la denuncia dei redditi 2011 si pagheranno in media 76 euro in più». Ad essere maggiormente penalizzati sono i romani che in media nel 2012 pagheranno 1.035 euro (524 euro di Irpef regionale e 511 euro per l’Imu). Seguono Milano con 841 euro (364 euro per l’Irpef regionale e 477 euro per l’Imu) e Bologna con 836 euro (377 euro per l’Irpef Regionale e 459 euro per l’Imu), Rimini con 708 euro (377 euro per l’Irpef regionale e 331 euro per l’Imu), e Napoli 670 euro (428 euro per l’Irpef regionale e 242 euro per l’Imu). Per alleggerire gli effetti della stangata la Uil auspica che venga accolto l’emendamento al Dl manovra sul capitolo Imu, presentato con Cgil e Cisl in commissione Bilancio alla Camera, per innalzare la soglia di detrazione prevista sull’abitazione principale da 200 a 500 euro e rendere progressiva l’imposta, introducendo aliquote differenziate a partire dalla seconda casa. «È un film già visto – sostiene Loy – per il momento a fare sacrifici sono sempre coloro che pagano le tasse fino all’ultimo euro. Per questo sollecitiamo il Governo a passare al “secondo tempo” della partita con la riforma del fisco per ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti e pensionati».

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