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Ue, si tratta sui criteri di ripartizione

Fonte: Il Sole 24 Ore

In un contesto sempre delicato sul fronte dell’arrivo di migranti sulle coste del Mediterraneo, i ministri degli Interni dell’Unione avranno oggi qui in Lussemburgo una prima discussione politica sul pacchetto dedicato all’immigrazione presentato dalla Commissione europea alla fine di maggio. A pochi giorni da un cruciale Consiglio europeo di fine mese, l’Italia sosterrà che gli ultimi avvenimenti a Ventimiglia confermano l’urgenza di gestire insieme la crisi migratoria.

La Commissione ha proposto ai Ventotto un sistema di redistribuzione su 24 mesi di 40mila asilanti, arrivati in Italia e in Grecia. Il tentativo è di introdurre maggiore co-responsabilità nella gestione dell’immigrazione in Europa, superando il Principio di Dublino, secondo il quale responsabile dell’asilo è il paese di primo sbarco. Il progetto piace ai grandi paesi – Italia, Francia e Germania, mentre alcuni stati dell’Est rumoreggiano perché preoccupati dal dovere accogliere un numero elevato di asilanti.

«Vi è una maggioranza di paesi che si sta formando e che è favorevole con più o meno entusiasmo», spiegava ieri un diplomatico, confermando le impressioni emerse la settimana scorsa (si veda Il Sole 24 Ore di sabato). Due i nodi: i criteri di ripartizione e la scelta se adottare un sistema volontario od obbligatorio. Nella sua proposta, la Commissione ha previsto un meccanismo obbligatorio, e una ripartizione basata su disoccupazione, Pil, ruolo passato nell’accettare asilanti e popolazione.

La presidenza lettone dell’Unione si aspetta che nella loro discussione di oggi i ministri degli Interni chiedano ai capi di stato e di governo di dare la settimana prossima un nuovo impulso politico, sostenendo la proposta comunitaria (pur senza entrare nei dettagli), e chiedendo ai ministri di trovare una intesa sugli aspetti in sospeso. A quel punto, la speranza dei paesi favorevoli al pacchetto è che un accordo possa essere raggiunto prima della pausa estiva.

Il negoziato porterà probabilmente sui criteri di ripartizione. Molti paesi rumoreggiano sull’obbligatorietà del meccanismo, ma in fondo si può immaginare che una volta trovato un accordo tra i governi sulla chiave di redistribuzione, l’obbligatorietà discenda naturalmente. In altre parole, si può trovare una soluzione che preveda per il meccanismo di ricollocazione un carattere vincolante per scelta dei paesi, piuttosto che un carattere obbligatorio per volontà della Commissione.

La crisi scoppiata a Ventimiglia, dove alcune decine di migranti vorrebbero attraversare la frontiera con la Francia presidiata dalla gendarmeria francese, giunge in un momento delicato. Il portavoce della Commissione Natasha Bertaud ha spiegato che Bruxelles «è al corrente dei controlli alle frontiere di Francia, Austria e Svizzera» con l’Italia. «Stiamo verificando» la situazione. «Ricordiamo che tutti devono rispettare le norme di Schengen (sulla libera circolazione, ndr) e le regole del sistema di asilo europeo».

Da un lato, la vicenda potrebbe confermare il sospetto di alcuni governi, secondo i quali le autorità italiane non riescono a controllare il proprio territorio nazionale. Dall’altro, però, è anche sintomatico dell’urgenza di trovare una soluzione condivisa al problema immigrazione. La diplomazia italiana utilizzerà la crisi in Liguria per ribadire ai suoi partner come la crisi dell’immigrazione clandestina nel Mediterraneo richieda una gestione comune da parte dei Ventotto.

Dalla loro, i diplomatici italiani potranno ricordare, oltre ai drammatici naufragi degli scorsi mesi, anche il fatto che dall’inizio dell’anno sono sbarcati in Italia oltre 57mila migranti. La riunione ministeriale di oggi verrà preceduta da un incontro a quattro tra il ministro degli Interni Angelino Alfano, il commissario all’immigrazione Dimitri Avramopoulos e i ministri degli Interni di Francia e Germania, Bernard Cazeneuve e Thomas de Maizière.

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