Tutti contro Padoan per abbassare l’età della pensione

Fonte: La Stampa

Alla fine Pier Carlo Padoan ha dovuto mettere la questione di “fiducia”. Sull’età pensionabile a 67 anni, lunedì pomeriggio si è svolta in Consiglio dei ministri una discussione non trapelata all’esterno ma nel corso della quale due ministri e il presidente del Consiglio ci hanno messo, come si suol dire, la faccia. È stato Giuliano Poletti, ministro del Welfare, a proporre una revisione dell’automatismo che, a partire dal 2019 farà scattare il tetto dell’età pensionabile a 67 anni, ad un livello cioè che collocherebbe l’Italia all’«avanguardia» in Europa. Il presidente del Consiglio ha detto la sua, tenendo sul non-intervento, ma lasciando uno spiraglio ad eventuali correzioni, ma a tagliare (momentaneamente) la questione, ha provveduto il ministro dell’Economia Padoan, che davanti ai colleghi ha spiegato senza sfumature che l’Italia si è impegnata su questo piano con Bruxelles, che lui personalmente si è esposto, che un passo indietro non sarebbe tollerabile…

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2 thoughts on “Tutti contro Padoan per abbassare l’età della pensione

  1. Quando si pone fine al continuo slittamento (era solo temporaneo), del TFR che ormai diventa sempre più futuro, appropriandosi indebitamente per 2 anni di soldi che sono di diritto del lavoratore? Inoltre, è stata legata una aspettativa di vita alla statistica del pollo e non alla realtà dei fatti, con una Riforma Fornero che non solo doveva essere modificata correttamente, ma, in ipotesi di mancata modifica nonostante le promesse, doveva dare anche la possibilità ad utilizzare l’APE a chi possiede molti contributi (vedi anzianità). Invece si guarda solo all’età senza contare quanto uno ha effettivamente lavorato. Chi ha molti contributi non solo non può andare in pensione, ma vede slittare continuamente (come la carota davanti al somaro), il tempo per il pensionamento e dopo anche il tempo per avere il TFR ……..ma quali menti (non le voglio definire), possono concepire tutto ciò? Invece, deve andare in pensione, lasciando il posto al giovane che verserà i contributi innescando il ciclo virtuoso sul PIL, e non regalando denaro pubblico ad imprenditori che poi effettuano ricatti occupazionali, denaro che potrebbe essere utilizzato per finanziare integrazioni contributive se necessarie. C’è da chiedersi in quale facoltà di Economia hanno studiato ? Purtroppo il buon non viene usato.

  2. Condivido pienamente quanto espresso dal Sig. Mauro Castaldi.il TFR un tempo veniva erogato entro sei mesi dalla data di pensionamento, prevista al massimo ad anni 55. Ora invece, si deve lavorare dodici anni in più ed aspettare altri due anni per iniziare ad avere il primo acconto del TFR. Siamo al paradosso. La politica messa a punto dai professori universitari è fuori dalla realtà economica e sociale. Al posto di favorire il ricambio generazionale, si alza l’età pensionabile!!! ed il PIl ne risente in maniera vertiginosa. La legge Fornero, che si basa sull’adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita, ha un enorme stortura, infatti nessuno dei professori avrebbe previsto l’abbassamento della speranza di vita, invece, grazie ai nostri governanti, il tenore di vita sociale si è fortemente abbassato dal 2007 in poi con la conseguenza che nel 2015 ed anche nel 2017 l’aspettativa di vita degli italiani si è fortemente ridotta rispetto all’ultimo sessantennio in cui si era costantemente alzata di anno in anno. Se sale l’aspettativa per tutti gli italiani, proporzionalmente sale anche l’età delle pensione. I nostri esimi professori, fuori dal mondo, si sono dimenticati di prevedere una riduzione dell’età pensionabile in quanto attualmente l’aspettativa di vita scende A novembre si ricordino di abbassare il parametro per andare in pensione non più a 67 anni ma a 65 anni. Gli italiani sono stufi di questi imbrogli. Io ho iniziato a lavorare con la possibilità di andare in pensione a 19 anni e sei mesi di servizio, ora mi ritrovo ad aspettare la pensione a 42 anni e dieci mesi, professori, lontani dalla realtà quotidiana, non state esagerando? Devo andare a lavorare con la “gianeta” (bastone)? Vergognatevi. Al posto di compiere le grandi opere pubbliche, pensate al benessere sociale che dovrebbe essere messo al primo posto e non all’ultimo. Stiamo peggiorando il benessere dei nostri anziani, molti dei quali ricevono meno dei neri d’Africa che soggiornano nei nostri alberghi, oltretutto si vedono ridurre improvvisamente la loro misera pensione, non dovreste pensare, prima di garantire 1200 euro al profugo, di garantire analogo importo anche ai nostri pensionati?

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