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Torino vara la casa tra gli alberi

Fonte: Italia Oggi

A Torino l’hanno già ribattezzata «La casa tra gli alberi». L’edificio residenziale «25 Verde» sperimenta l’architettura ecosostenibile più innovativa secondo le tendenze internazionali più estreme delle città laboratorio d’Oltralpe e dell’Asia che intendono anche portare il verde in casa.
A Milano ci provano i grattacieli del «Bosco Verticale» del progetto di Porta Nuova con risultati diversi. «Le zone a verde come previste nel progetto a firma dell’architetto Luciano Pia costituiscono parte integrante e qualificante della facciata e rappresentano specifica prescrizione del presente permesso di costruire e pertanto non potranno essere oggetto di denuncia di inizio attività ai sensi dell’art. 22, comma 2 dpr 66/2001 n. 380», recita il permesso a costruire rilasciato dal comune torinese. Una formula che stabilisce, di fatto, il principio che la pelle «verde» dell’edificio è parte integrante dell’architettura dell’opera e che per ogni intervento strutturale su di essa è necessario richiedere concessione edilizia. Dunque, non è sufficiente il silenzio-assenso della Denuncia di inizio attività (Dia). L’edificio (7.500 mq), 63 appartamenti, in via di consegna a giorni, 4.500 mq di verde tra il prato sul tetto, le piante d’alto fusto sui terrazzi privati, sfalsati, i 1.500 mq di giardino-bosco a piano terra, è talmente particolare che ha suscitato perplessità e curiosità.
Tutto il verde è condominiale secondo la logica di quanto descritto nella concessione edilizia. La pelle dell’edificio è formata da 150 alberi alti da tre a quindici metri, e 53 pilastri alberiformi in ferro Cor-Ten che in parte sorreggono i grandi terrazzi aggettati in legno e vetro traslucido per far filtrare la luce, e in parte dotano l’organismo dei collegamenti tecnici di servizio verticale. Il tutto coniugato all’uso delle tecnologie innovative nel campo del risparmio energetico (pompe di calore con utilizzo di acqua di falda e conseguente assenza di emissioni di CO2) ha generato un edificio di classe B, con grandi vetrate, a ridotto consumo energetico e a basso impatto ambientale. Un sistema per la raccolta delle acque piovane serve per l’innaffiamento. Dall’esterno la sensazione è quella di trovarsi di fronte a un labirinto materico tecno-verde che richiama per il materiale utilizzato le sculture di Richard Neutra o la Steel House di Robert Bruno in Texas. Le case sugli alberi sono quelle che hanno ispirato il progettista Luciano Pia. Architetto 52 anni, libero professionista, indipendente che lavora all’interno degli studi della De-Ga spa, la più innovativa impresa di costruzioni torinese. Lunga esperienza progettuale e di direzione lavori all’estero con l’architetto Andrea Bruno, nella tradizione architettonica torinese che fa capo a Carlo Mollino e prosegue con Elio Luzi. Luciano Pia è al suo terzo cantiere a Torino. Dopo la premiata Scuola universitaria interfacoltà di Biotecnologie ora sta seguendo anche la costruzione del complesso «Hollywood» che nasce al posto di un cinema, ricostruito male e finito peggio dopo i bombardamenti dell’ultima guerra, che è una piccola torre in cortina di vetro con ampie vedute.

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