Questo articolo è stato letto 79 volte

Tavolo TUEL: focus su Province e Città metropolitane

Tavolo TUEL: focus su Province e Città metropolitane

“Abbiamo ricevuto e iniziato a discutere le proposte dell’UPI sul riordino delle Province e di ANCI sulla ridefinizione delle Città metropolitane”. In questo modo il sottosegretario Stefano Candiani ha spiega il nuovo tema al quale ha iniziato a dedicarsi, nell’incontro svoltosi giovedì scorso al Viminale, il tavolo tecnico-politico da lui presieduto, che si occupa di scrivere le Linee guida per la revisione del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL). “Risulta necessario lavorare senza preclusioni di sorta e considerando la necessità di superare la legge 56/2014, la cosiddetta Legge Delrio”, ha proseguito Candiani, “attribuendo a Province e Città metropolitane funzioni complementari rispetto a Comuni e Regioni”.
L’obiettivo del tavolo per la revisione del TUEL, che dalla prossima riunione in programma il 27 febbraio prossimo si allargherà ai rappresentanti delle Regioni, è valorizzare al meglio l’utilità delle Province e dare attuazione alle funzioni delle città metropolitane, “mai realmente decollate”, secondo il sottosegretario.
All’incontro hanno partecipato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Erika Stefani, il sottosegretario all’Economia e alle Finanze Laura Castelli, il sindaco di Roma Virginia Raggi e, per l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) il sindaco di Livorno Filippo Nogarin.

Le proposte dell’UPI
Interessanti anche le proposte elaborate e presentate al tavolo dal nuovo presidente dell’UPI Michele De Pascalefunzioni chiarerisorse per i servizi essenziali ed una spinta alla semplificazione che trovi nelle Province le istituzioni chiave dove concentrare tutte quelle funzioni oggi frammentate tra organismi e enti strumentali.  “Per noi – ha detto De Pascale – è urgente riuscire ad arrivare ad una revisione della riforma, perché si tratta di uscire da una situazione di straordinarietà al limite della costituzionalità. La priorità per le Province resta ancora l’emergenza finanziaria, non solo per assicurare la manutenzione ordinaria di strade provinciali e scuole superiori, ma perché servono investimenti strutturali su un patrimonio che deve essere modernizzato e reso più efficiente”.
“Rispetto alle questioni istituzionali, per noi la priorità sono le funzioni, la chiarezza dei ruoli di ciascuno, perché oggi nel Paese il quadro delle funzioni delle Province è molto frammentato. Noi pensiamo di potere svolgere un compito essenziale per la Repubblica – ha sottolineato – per questo chiediamo la piena applicazione dell’articolo 118 della Costituzione, e l’assegnazione alle province di tutte le funzioni che non possono essere esercitate  dai Comuni e non necessitano di essere esercitate dalle Regioni. Le funzioni vanno svolte dagli enti che possono farlo al meglio, e con minore spesa”.
“Quanto al ritorno dell’elezione diretta delle Province  – ha concluso il presidente dell’UPI – accogliamo con favore che sia in atto un dibattito e che ci siano aperture e interesse al riguardo ma vogliamo precisare che questa non sarà la battaglia dell’UPI. Come si svolgeranno le lezioni, quali sarà il sistema elettorale, lo decideranno Governo e Parlamento. Certo, comunque è urgente, prima delle prossime elezioni provinciali che ci saranno a maggio, sciogliere alcuni nodi essenziali, a partire dal limite di incandidabilità per i sindaci con meno di 18 mesi di mandato”.

>> CONSULTA IL DOCUMENTO CON TUTTE LE PROPOSTE UPI.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *