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Tasi, si paga entro il 16 ottobre. Debutto per gli inquilini

Fonte: Il Messaggero

<p>Manca poco all’appuntamento con la Tasi: nella maggior parte dei Comuni la nuova imposta va pagata entro il 16 ottobre. La tassa sui servizi indivisibili, l’imposta comunale istituita dalla legge di Stabilit&agrave; del duo Letta-Saccomanni, una volta scartata per&ograve; contiene la sorpresa. Una tassa a dir poco odiata non solo per il caos legato agli adempimenti ma anche perch&egrave; aumenta gli oneri per i contribuenti. Secondo uno studio messo a punto dalla Cisl, in otto capoluoghi tra cui Venezia, per gli immobili con rendita catastale di 500 euro si pagher&agrave; di pi&ugrave; che con l’Imu 2012. E pagher&agrave; anche chi prima non pagava per merito delle detrazioni. In undici citt&agrave;, Milano compresa. L’arrivo del nuovo tributo appesantir&agrave; il conto fiscale delle famiglie in maniera notevole anche secondo le ultime elaborazioni del Servizio politiche territoriali della Uil, stando alle quali per una famiglia su due il conto sar&agrave; quest’anno pi&ugrave; salato dell’Imu 2012. La Tasi, il cui gettito serve a finanziare la manutenzione delle strade e del verde pubblico, tra le altre cose, si calcola sulla base imponibile dell’Imu e segue le stesse modalit&agrave; di pagamento. Si applica a tutti gli immobili situati sul territorio nazionale, incluse le prime e seconde case, gli uffici, i negozi, i capannoni, le pertinenze, fatta eccezione dei terreni agricoli. S&igrave;, ma quanto costa di preciso? L’elenco delle delibere dei Comuni, con relative date e scadenze, &egrave; consultabile sul sito del ministero dell’Economia.</p>
<p><strong>I PALETTI</strong><br />Calcolare l’importo dovuto &egrave; compito del contribuente. Ecco come: la rendita catastale dell’immobile deve essere rivalutata del 5% e moltiplicata per un coefficiente pari a 160 per case e abitazioni (80 per gli uffici, 55 per i negozi, 65 per gli immobili strutturali). Il totale va poi moltiplicato per le aliquote stabilite dai singoli Comuni. Restano infine da sottrarre le detrazioni previste. L’acconto Tasi del 16 ottobre si potr&agrave; pagare con bollettini di conto corrente postale, disponibili presso qualsiasi ufficio postale e gi&agrave; precompilati in alcune parti, o tramite modello F24, esattamente come per l’Imu, ma esclusivamente per via telematica, sfruttando i canali di home banking del proprio istituto o quelli dell’Agenzia delle Entrate. Le aliquote Tasi deliberate dai capoluoghi di provincia per la prima casa vanno dal minimo di Trento (1 per mille per tutti) al 3,3 per mille. Qualche esempio? A Roma e Milano si arriva al 2 per mille (0,25 per cento). A Torino, Ancona, Genova e Firenze fino al massimo consentito. A met&agrave; strada troviamo Palermo: l’aliquota &egrave; del 2,89 per mille. Inizialmente era stato previsto un tetto massimo del 2,5 per mille, ma poi il Governo ha concesso ai Comuni la possibilit&agrave; di aumentare le aliquote fino a un massimo dello 0,8 per cento, distribuendo l’aumento tra prima e seconda casa.</p>
<p><strong>I CALCOLI</strong><br />Per quanto riguarda le seconde case i Comuni in genere hanno deciso di applicare, per la sola Tasi, un’aliquota pi&ugrave; bassa sugli immobili su cui gi&agrave; grava l’Imu e che quindi, nel complesso, richiedono una spesa maggiore. A differenza dell’ Imu, la tassa sui servizi indivisibili deve essere pagata sia dai proprietari che dagli inquilini con contratti di affitto superiori ai sei mesi. A questi ultimi spetta corrispondere dal 10 al 30 per cento della cifra totale. E se non saldano? Il proprietario non &egrave; responsabile economicamente. Comunque gli importi dovuti saranno spesso minimi e non sar&agrave; infrequente il caso in cui la cifra risulter&agrave; inferiore al minimo di legge di 12 euro (limite che comunque va tenuto d’occhio perch&eacute; pu&ograve; essere ritoccato verso il basso all’occorrenza dagli enti preposti). Conoscere l’esatto ammontare della tassa si riveler&agrave; tuttavia pi&ugrave; complesso per gli affittuari: nel contratto di locazione non sempre sono presenti i dati catastali. La Tasi ha colto di sorpresa in tutto 659 amministrazioni municipali che non hanno deliberato le aliquote in tempo. In questi Comuni l’appuntamento &egrave; rinviato al 16 dicembre. I cittadini dovranno pagare la tassa (verr&agrave; applicata l’aliquota di base dell’un per mille) in un’unica soluzione entro la data indicata.</p>
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