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Tagli flessibili sugli enti di ricerca

Fonte: Il Sole 24 Ore

In cima ai pensieri della maggioranza c’è anche la stretta sugli enti di ricerca. Che, se non allentata, potrebbe essere resa almeno più flessibile. Novità in vista poi per società in house e farmaceutica. E forse anche per i terremotati dell’Emilia Romagna. Mentre la strada che porta a un ulteriore ampliamento della platea di esodati appare in salita. I saldi della spending review infatti sono sempre più blindati vista la cattiva aria che spira sui mercati finanziari.
Nel ristretto pacchetto di proposte di modifica che i relatori del Dl sulla spending review, Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) e Paolo Giaretta (Pd), che dovrebbe essere presentato questa mattina in commissione Bilancio al Senato, un posto di primo piano dovrebbe spettare alla rimodulazione dei finanziamenti agli enti di ricerca. Il tema sta molto a cuore anche al capo dello Stato che ha avuto modo di parlarne la settimana scorsa durante l’incontro «urgente» con il premier Mario Monti sulla fitta agenda parlamentare che attende l’Esecutivo. Qui potrebbe essere accolta la linea messa a punto dal ministro, Francesco Profumo: lasciare invariato il taglio da 33 milioni nel 2012 e 88 milioni nel 2013, cancellando però la tabella con la ripartizione e affidando a un percorso concertativo tra ministeri competenti ed enti il compito di ripartire i “sacrifici” tra i vari soggetti. Così da evitare che realtà come l’Istituto nazionale di fisica nucleare sia costretto a lasciare sul campo – come prevede la versione attuale del decreto 95 – il 10% del suo finanziamento pubblico.
Sulle società in house invece si sta valutando se ricorrere a una misura di correzione per selezionare meglio il taglio o se far rientrare nel dispositivo anche una modifica per tenere conto della bocciatura della Consulta delle norme sulla liberalizzazione inserite nella manovra Berlusconi anche in seguito alla scelta referendaria sull’acqua pubblica. Sul versante degli enti locali possibile anche una redistribuzione dei tagli con una ricaduta più contenuta sui Comuni virtuosi. Sulla farmaceutica si punta a un alleggerimento della stretta aumentando il peso dei tagli già previsti sui ministeri. Tra le questioni che potrebbero essere al centro dei ritocchi dei relatori c’è quella dei fondi per le zone dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto. Il presidente dell’Emilia Romagna, Vasco Errani, ha chiesto al Governo nuove risorse facendo leva sulla Cassa depositi e prestiti (si veda altro servizio a pagina 41). Un altro nodo da sciogliere resta l’ulteriore estensione della platea degli esodati su cui spinge il Pd, ma i margini sono quasi nulli.
Già oggi la commissione potrebbe votare gli emendamenti. Il Pd continua a chiedere che i lavori si chiudano questa sera anziché domani per consentire l’approdo in Aula del testo con un giorno di anticipo rispetto al termine di giovedì fissato dall’attuale tabella di marcia. Certa la fiducia.

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