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Sul Decreto Rilancio il fardello di 98 provvedimenti attuativi

Fonte: Sole 24 Ore

Dal Sole 24 Ore – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Non è solo il decreto legge ad avere dimensioni corpose con gli oltre 260 articoli, ma anche tutto ciò che gli gira intorno. Ovvero i decreti attuativi a cui rimanda: 98. Tanti quanto quelli che, mediamente, accompagnano una manovra di bilancio. Contro la rapidità dell’emergenza il Dl Rilancio si presenta con un profilo dal passo lento. L’esperienza insegna, infatti, che il cammino dell’attuazione delle riforme è, solitamente, faticoso.

C’è da dire che molte delle misure attuative hanno – almeno sulla carta – tempi strettissimi: dovranno essere pronte al massimo entro un mese dall’entrata in vigore del Dl. E qualcuna anche prima: entro 10 giorni va stipulata una convenzione tra il ministero dell’Economia e Cdp per rendere operativo il fondo da 12 miliardi di euro per garantire i pagamenti dei debiti commerciali della Pa.
E comunque la gran parte dei provvedimenti applicativi dovrà essere predisposta – tranne qualche eccezione – entro luglio. Per gli uffici legislativi ministeriali significherà una corsa contro il tempo, considerato che diversi decreti richiedono il concerto di più dicasteri.
Per esempio, serve entro fine maggio un decreto del ministro dell’Interno, di concerto con quelli di Economia, Lavoro e Agricoltura, per le modalità di presentazione, da parte dei datori di lavoro, della domanda di regolarizzazione dei lavoratori in nero (agricoltura, colf e badanti).

Il pacchetto per il sostegno alle start up innovative avrà bisogno di quattro decreti attuativi del Mise che dovranno arrivare entro 60 giorni dall’entrata in vigore del Dl. Ma anche il meccanismo del “pari passu” per il rafforzamento patrimoniale delle medie imprese (da 5 a 50 milioni di fatturato) potrà partire solo quando saranno adottati dal ministero dell’Economia due Dm, di cui uno con le modalità del credito d’imposta per gli aumenti di capitale dovrà arrivare in tempi stretti (30 giorni dall’entrata in vigore del Dl).
Inoltre, per consentire lo stop a saldo e primo acconto Irap occorrerà che il Mef ripartisca tra le Regioni le risorse necessarie a compensare i mancati incassi. E anche il bonus vacanze da 500 euro è legato alla definizione delle modalità attuative da parte del direttore dell’Agenzia delle entrate.

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