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Sugli immobili in comodato esenzione ridotta ma praticabile

Fonte: Il Sole 24 Ore

Uno sconto possibile, invece di un’esenzione totale ma inapplicabile. Non è stato negativo il passaggio della manovra in commissione Bilancio alla Camera per chi concede una casa in comodato a figli o genitori, anche se il nuovo correttivo approvato a Montecitorio non risolve certo tutti i problemi.
In pratica, i deputati sono intervenuti sulla norma beffa votata in Senato che avrebbe concesso l’esenzione da Imu e Tasi solo nei casi in cui il comodante, cioè colui che concede l’immobile, avesse adibito a propria abitazione principale quella stessa casa nel 2015 e non possedesse altre abitazioni in tutta Italia. In questo modo, l’esenzione sarebbe scattata solo quando, per cedere la casa al figlio o al genitore, il comodante andasse in affitto o all’estero. 
Il caso, sollevato sul Sole 24 Ore del 20 novembre ha portato a un rispensamento (con gli emendamenti 4.110 e 4.119, approvati dalla commissione Bilancio della Camera ) in due mosse: l’esenzione si trasforma in uno sconto del 50% sull’Imu e la Tasi, che queste abitazioni continueranno a pagare anche nel 2016 come tutte le seconde case, e la condizione principale per ottenerla diventa il fatto che comodante e comodatario risiedano nello stesso Comune. In questo caso, il comodante (bontà loro) può possedere anche un altro immobile, a patto che lo utilizzi come abitazione principale. Se invece genitori e figli abitano in due Comuni diversi, per esempio perché il figlio studia in un’altra città, non è possibile alcuno sconto.
La novità, vale la pena di ricordarlo, cancella le regole in vigore oggi, che permettevano ai Comuni di assimilare all’abitazione principale la casa data in comodato a genitori e figli senza il vincolo che proprietario e utilizzatore abitassero nello stesso Comune. Il criterio, cervellotico anche questo, permetteva l’assimilazione solo per la quota di rendita catastale fino a 500 euro, a meno che il comodatario non avesse un Isee famigliare fino a 15mila euro. Risultato: nei tanti casi in cui i sindaci non hanno previsto l’assimilazione, la nuova regola si traduce in un beneficio se comodanti e comodatari vivono nello stesso Comune, ma dove l’assimilazione c’era il cambio, di norma, sarà peggiorativo. La stessa spesa aggiuntiva prevista dalla manovra, cioè 20,7 milioni di euro, mostra che l’ambito di applicazione del nuovo sconto non sarà amplissimo (le assimilazioni erano “pagate” direttamente dai Comuni). 
In commissione Bilancio , comunque, sono stati prodighi di attenzioni per la casa, che quindi incassa da questa legge di Stabilità un buon bottino. Oltre alla proroga dei bonus del 50% e 65% su recupero edilizio e risparmio energetico, alla fine della Tasi sull’abitazione principale e alla riduzione del 25% su Imu e Tasi per chi affitta a canone concordato (già inserite dal Governo e dal Senato), tra il 13 e il 15 dicembre la commissione Bilancio della Camera ha inserito altri quattro provvedimenti che aiutano il mercato delle compravendite e dell’indotto:
il leasing immobiliare per la casa acquista un nuovo smalto con la detrazione dall’Irpef dei canoni sino a 8mila euro per i giovani sotto i 35 anni anni di età, doppiando l’attuale sconto sui mutui (si veda anche a pagina 46) ;
chi installa in casa sistemi di videosorveglianza digitale o allarme o stipula contratti con istituti di vigilanza «per la prevenzione di attività criminali» avrà un credito d’imposta.
L’importo e le modalità saranno determinati dal ministero dell’Economia (anche in base alla domande ricevute) nell’ambito dei 15 milioni annui a disposizione per tutta Italia. Il bonus non spetta a chi agisce come impresa o lavoratore autonomo;
una bella notizia per chi deve comprare casa: sull’acquisto effettuato nel 2016 di abitazioni di classe energetica A o B, cedute dalle imprese costruttrici, c’è la possibilità di detrarre dall’Irpef, in dieci rate annue uguali, il 50% dell’Iva pagata. Il bonus è concesso anche se non si tratta di abitazione principale o prima casa ;
viene prorogata per il 2016 e il 2017 la modalità di commisurare la Tari in base alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, mentre già nel 2015 i Comuni si sarebbero dovuti basare sull’effettiva quantità di rifiuti prodotti ;
mini sanatoria per circa 100 Comuni che hanno approvato le delibere Imu e Tasi 2015 il 31 anziché il 30 luglio: i contribuenti dovranno così adeguarsi alle nuove aliquote 2015, anche se non si sa come e quando. Confedilizia ha definito la norma uno schiaffo ai contribuenti;
infine, è stata trovata una soluzione (probabilmente sbagliata) alla delicata questione di chi aveva pagato i mini-canoni (il triplo della rendita catastale) nel periodo 2011-2015 dopo aver registrato gli affitti “in nero”, prima che le norme che lo permettevano venissero spazzate via definitivamente dalla Consulta. Infatti, nonostante le bocciature della Corte costituzionale, è stato indicato proprio il triplo della rendita catastale come canone legittimo per quel periodo. 

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