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Sprint lombardo per la riduzione del digital divide

Fonte: Il Sole 24 Ore

MILANO – Telecom Italia e il Pirellone alzano il velo su un maxi-progetto di coinvestimento da 95 milioni di euro per annullare il digital divide in Lombardia, Regione nella quale i collegamenti internet non sempre sono all’altezza dell’efficienza produttiva tipica di queste latitudini. Il gruppo telefonico guidato da Franco Bernabè e Marco Patuano si è aggiudicato il bando per la diffusione della banda larga nelle aree così dette a fallimento di mercato, cioè poco attraenti per gli investimenti delle aziende di tlc, aree nelle quali il blackout tecnologico affligge famiglie e imprese. In due anni il territorio lombardo vedrà azzerato – ed è questa la promessa di Telecom e di via Filzi – il proprio digital divide, per un piano che ha avuto il via libera della Commissione Ue per la normativa sugli aiuti di Stato. «Il piano è ambizioso – ha commentato il governatore Roberto Formigoni – e prevede la copertura con il servizio internet veloce, entro 24 mesi, di 707 nuovi comuni e di circa un milione di abitanti. Il costo totale è di 95 milioni di euro dei quali 41 a carico della Regione Lombardia mentre i rimanenti saranno di competenza di Telecom». Un’iniziativa concreta segno che qualcosa, forse, anche in Italia si sta muovendo nel tentativo di migliorare le infrastrutture di rete del territorio. «Il progetto darà l’accesso a internet con una velocità tra i 7 e i 20 megabit», ha spiegato il presidente Franco Bernabè, che ha precisato: «Nel caso in cui dovesse essere dimostrato che si tratta invece di aree redditizie, e che quindi si è commesso un errore di valutazione, verranno restituiti i fondi alla Regione». Più in generale proprio grazie al contributo della Lombardia «il pay back dell’investimento si riallinea agli standard aziendali». Dal canto suo il neo amministratore delegato, Marco Patuano, ha indicato che per portare avanti l’annullamento del digital divide in soli due anni «sarà necessario lavorare alacremente perché parliamo di interventi su 917 sedi di commutazione per un impegno complessivo di 8.500 chilometri di cavo, di cui 3mila in fibra ottica». Il top manager ha indicato che si tratta di uno sforzo operativo «importante» che porterà un indotto nel settore dell’economia, mentre Bernabè ha parlato di intervento strategico anche «nell’ottica dell’Expo 2015». Magari seguendo quel modello “Trentino”, inaugurato proprio da Telecom e dalla Provincia autonoma per la creazione di una newco dedicata alle infrastrutture passive. Il piano invece per la Lombardia darà la precedenza ai distretti industriali: dal comasco al bresciano ma anche Brianza, Val Seriana (Bergamo), Gallaratese (Varese), Castel Goffredo (Mantova). «La prossima tappa – aggiunge Formigoni parlando degli impegni della Regione – sarà invece quella della banda ultralarga, un investimento da 1,2 miliardi, il primo in Europa per dimensioni. E così entro cinque o sei anni doteremo di infrastruttura ottica 4,2 milioni di cittadini». Un plauso convinto all’iniziativa è arrivato anche da Asati, l’associazioni di piccoli azionisti, che ha commentato: «Telecom Italia sta tornando a svolgere un ruolo centrale per lo sviluppo tecnologico del Paese, come si addice a una grande azienda con una grande tradizione e un know how senza eguali». L’altra iniziativa anti-digital divide è quella annunciata l’anno scorso da Vodafone, per la copertura in banda larga mobile di mille comuni sparsi per l’Italia, con collegamenti da 2 mega. Tornando invece alla Lombardia, e in particolare a Milano, ieri il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha annunciato un accordo con il Comune di Milano per l’installazione dell’internet senza fili nelle scuole: «A metà maggio parte una sorta di click day per l’installazione del wi-fi in tutti gli istituti di ordine e grado e per consentire la fruibilità da parte dei docenti e degli studenti della rete dentro le scuole», ha detto Brunetta. Il ministro ha firmato anche un altro accordo con il numero uno di Expo 2015 spa, Giuseppe Sala, per trasferire all’esposizione universale milanese le esperienze avviate a Shanghai 2010 dall’Agenzia dell’Innovazione.

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