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Soluzione per i ritardi e i rimborsi parziali

Fonte: Il Sole 24 Ore

Aspettano tutti da tempo la restituzione di parte dei soldi anticipati per il funzionamento degli uffici giudiziari. Ritardi che pesano sui conti dei Comuni e che hanno indotto Catanzaro a ricorrere alle vie legali e chiedere al ministero della Giustizia il dovuto con un ricorso per decreto ingiuntivo. «Si tratta – spiega Rosamaria Petitto, assessore al bilancio del municipio calabrese – di 13 milioni di euro, somme relative al triennio 2011-2013. A cui si vanno ad aggiungere i 4,4 milioni anticipati per i costi giudiziari di quest’anno. Tra l’altro, non tutti i soldi ci vengono restituiti: se guardiamo agli anni passati, di solito rientriamo di circa l’80-85% degli anticipi».

Ecco perché la novità contenuta nella legge di stabilità è salutata con favore da parte dei governi locali. «È un toccasana – prosegue Petitto – e ancora meglio andrebbe se il Parlamento riuscisse ad anticipare l’entrata in vigore dell’intervento al 1° gennaio 2015, magari tenendo conto della scadenza di luglio prossimo, quando scatterà la riduzione obbligatoria degli affitti degli immobili utilizzati dalla pubblica amministrazione. Operazione che, per quanto riguarda gli uffici giudiziari, sarebbe più opportuno gestisse direttamente il ministero della Giustizia».

Dello stesso avviso Gianguido Passoni, assessore al bilancio del Comune di Torino. «Si tratta – afferma – di una buona novità, peccato decorra tra poco meno di un anno. Invece ne avremmo bisogno subito, anche perché con la revisione della geografia giudiziaria le spese sono aumentate. Per esempio, si tratta dei costi per l’accorpamento su Torino degli uffici di Pinerolo. Somme che non ci sono mai state restituite per tempo e per intero. Abbiamo due anni di ritardo e mediamente “perdiamo” due milioni di euro. Se la riforma scattasse subito, già dal 2015 potremmo risparmiare quei due milioni. Anche se con un taglio di 20 milioni che si prospetta all’orizzonte, sarebbe un piccolo aiuto».

Ancora più sensibile è lo scarto tra speso e restituito che deve sopportare il Comune di Milano, che mediamente in questa operazione perde 7 milioni l’anno. «Per esempio – spiega l’assessore al bilancio Francesca Balzani – nel 2011 abbiamo pagato 21,8 milioni e ne abbiamo recuperati 13,8 e nel 2010 29 a fronte di 21 restituiti. E non è andata meglio negli anni precedenti, perché nel 2009 abbiamo sopportato spese per 23,5 milioni e ne abbiamo rivisti solo 15, mentre nel 2008 e 2007 siamo riusciti a contenere le “perdite”, perché abbiamo avuto costi per 20 e 22 milioni e siamo rientrati, rispettivamente, di 17 e 15 milioni.

Nel 2012 e 2013, invece, le spese hanno ripreso a salire, perché sono state, rispettivamente, di quasi 26 e 23 milioni, somme che il ministero ci deve ancora rimborsare. Dunque, tra ritardi e restituzioni solo parziali, la novità non può essere che vista come un raggio di sole, che però illumina solo parzialmente un panoroma che per il resto è di tagli».

Anche a Castrovillari, municipio commissariato e in cima alla classifica per spesa pro-capite sulla giustizia, il commissario, nonché viceprefetto di Cosenza, Massimo Mariani, è soddisfatto della novità: «Tanto più – sottolinea – che l’anno scorso abbiamo dovuto farci carico delle spese per l’apertura del nuovo tri bunale e anche di quelle per l’accorpamento, in seguito alla revisione della geografia giudiziaria, degli uffici di Rossano. Sta di fatto che al momento abbiamo sborsato 2,3 milioni e ci sono stati restituiti 98mila euro».

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