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Soldi alle imprese con un Patto soft

Fonte: Italia Oggi

Se le città metropolitane potessero spendere le risorse che hanno in cassa, senza essere strangolate dal patto di stabilità, genererebbero una maggior spesa in conto capitale pari a quasi 3,5 miliardi che, sommata alla spesa consentita dai vincoli contabili (1,197 miliardi), porterebbe a un totale di circa 4,6 miliardi di euro. Ad auspicare un allentamento del Patto per rilanciare gli investimenti degli enti locali e l’economia nel suo complesso sono stati i sindaci delle città metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia) che, riuniti nella sede dell’Anci, hanno dimostrato, dati alla mano, come le regole attuali producano una contrazione del Pil di 2 decimi nel breve periodo e di un decimo in modo persistente. In particolare, solo rimuovendo il vincolo del conseguimento di un avanzo di amministrazione nel 2012 e obbligando gli enti a perseguire semplicemente il pareggio di bilancio, si libererebbero risorse per circa un miliardo di euro (975 milioni). A questi soldi poi vanno aggiunti i 2,48 miliardi di pagamenti che potrebbero essere liberati sbloccando i residui passivi accumulati dai sindaci nel corso degli anni per effetto del Patto (il vero motivo che mette in difficoltà le imprese creditrici delle pubbliche amministrazioni).
In valore assoluto la città più avvantaggiata da questo scenario auspicato dall’Anci (e dunque, a contrario, più penalizzata dall’attuale quadro normativo) è Milano che tra tagli ai trasferimenti e vincoli del Patto oggi può spendere solo 349 milioni di euro e invece potrebbe arrivare a spenderne fino a 1,5 miliardi (+337%). In termini percentuali invece il primato spetterebbe a Roma il cui tetto di spesa massima passerebbe dagli attuali 113 a 716 milioni, con una crescita del 530%. «I comuni metropolitani negli ultimi sei anni hanno versato nelle casse dello stato 13 miliardi di euro», ha commentato il presidente dell’Anci Graziano Delrio. «Il governo deve capire che noi vogliamo contribuire allo sviluppo ma per far questo è necessario fare investimenti, che possono raddoppiare con le risorse attualmente a disposizione nelle casse dei comuni». Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha invece lanciato un grido di allarme: «stiamo vivendo un momento drammatico, con degli imprenditori che non vengono pagati dalla p.a. ma che devono pagare le tasse. È necessario che il governo si renda conto che non può continuare così».

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