Questo articolo è stato letto 47 volte

Sindaci in bancarotta: colpa dei tagli e delle gestioni poco virtuose

Fonte: La Stampa

Napoli sembra non farcela a rispettare i piani di rientro pattuiti nel 2012, anche a Torino i conti non tornano e la Corte dei Conti ha già sollecitato adeguate contromisure. E poi c’è Roma, dove il debito monstre dell’Atac (1,3 miliardi) rischia di far saltare anche i conti dell’azionista Comune. Insomma per i municipi italiani, sempre più in affanno coi bilanci, le prossime settimane potrebbero essere molto complicate. Intanto nei primi 5 mesi dell’anno sono già state avviate 12 nuove procedure di «predissesto», una ogni 12 giorni.
Sino ad oggi, tra le città sopra i 250 mila abitanti, solamente il capoluogo campano ha chiesto l’attivazione delle norme salva-bilanci, ma di qui a breve Napoli potrebbe non restare più sola. La lista potrebbe allungarsi e includere altre grandi città aggravando una situazione di per sé già molto pesante. Alla fine del 2016, secondo uno studio della Fondazione nazionale dei commercialisti, in Italia si contavano infatti ben 107 enti in dissesto e 151 in predissesto, poi saliti a fine maggio a quota 163 secondo la contabilità dell’Ifel, l’Istituto per la finanza locale che fa capo all’Associazione nazionale dei Comuni….

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *