Sicurezza urbana: la rinnovata dislocazione delle forze di polizia sul territorio

Nel corso dei mesi di luglio ed agosto alcuni importanti provvedimenti del Ministero dell’interno hanno inserito rilevanti novità in materia di sicurezza nel nostro Paese. Tenuto conto del mutato scenario economico e sociale del Paese e dell’evolversi delle metodiche criminali e con l’obiettivo di sviluppare un’azione in grado di soddisfare con efficacia e rapidità le esigenze di sicurezza e legalità avvertite in misura crescente dai cittadini, il ministro dell’interno Marco Minniti, sentito il Comitato nazionale dell’ordine e sicurezza pubblica, ha firmato la direttiva 15 agosto 2017 per coordinare specialità e presenza sul territorio di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza. Si tratta dell’ultimo provvedimento di rilievo in materia emesso nel corso dell’estate.

Sicurezza urbana e riorganizzazione

Ciò anche alla luce delle novità introdotte dal d.lgs. 177/2016, e in particolare dell’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, dell’attribuzione esclusiva alle Fiamme gialle del comparto di specialità della sicurezza del mare, nonché delle peculiarità della Polizia penitenziaria.

La dislocazione delle forze di polizia sul territorio

Ci si sofferma in questa sede sul tema della dislocazione delle forze di polizia sul territorio: l’atto di indirizzo firmato da Marco Minniti, nel riconfermare il criterio che privilegia l’impiego della Polizia di Stato nei Comuni capoluogo e dei Carabinieri nel restante territorio, vuole imprimere un particolare impulso all’attività di pianificazione generale che l’articolo 6 della legge n. 121/1981 assegna al dipartimento della Pubblica Sicurezza attraverso l’Ufficio per il coordinamento e la pianificazione delle forze di polizia.
La modulazione dei dispositivi territoriali dovrà tenere conto, in modo particolare, degli indicatori relativi alla presenza o ai tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata, nonché alle manifestazioni della delinquenza diffusa e predatoria, suscettibili di incidere sulla vivibilità del territorio e sul suo sviluppo, determinando una compressione significativa dei diritti di libertà. La valutazione dovrà anche considerare l’evoluzione dello scenario di rischio, alla luce dell’emersione di nuovi agenti della minaccia, ponderando attentamente anche la presenza di particolari situazioni di contesto caratterizzate da maggiori livelli di esposizione ad azioni terroristiche o dimostrative.
Il processo, costante e continuo nel tempo, di individuazione della migliore dislocazione dei presidi delle forze di polizia dovrà inoltre essere calibrato sulle necessità di rafforzamento dei livelli di sicurezza del territorio oggettivamente rilevabili in base ai citati indicatori, oltre che muoversi lungo una dimensione.

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