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Si cerca l’accordo sul decreto Sanità

Fonte: Il Sole 24 Ore

Giornata decisiva per le sorti del decreto omnibus sulla Sanità. Oggi si chiudono infatti le consultazioni tecniche sui dubbi di copertura e costituzionalità di alcune misure sollevati da alcuni dicasteri al preconsiglio di martedì. All’esito delle quali si deciderà se far slittare alla prossima settimana l’esame del Dl da parte del Consiglio dei ministri previsto per domani. In primo piano lo scontro tra il ministro della Salute Renato Balduzzi e il Tesoro fortemente contrario a diverse norme del provvedimento, in particolare quella che prevede una stretta sugli apparecchi per il gioco d’azzardo.
Qualche giorno di slittamento non sarebbe comunque un problema per Balduzzi, il cui obiettivo resta quello di incassare dal Cdm un via libera all’intero testo, senza stralci o spacchettamenti, anche se l’ultima parola spetta al premier Monti. Se pure non si riuscissero a trovare tutte le soluzioni, Balduzzi non esclude che un primo passaggio in Consiglio dei ministri si possa comunque fare già domani. E non è escluso neppure un confronto con i rappresentanti della maggioranza in Parlamento che dovrà votare il provvedimento.
Intanto ieri la discussione sul decretone si è spostata al tavolo delle Regioni. Gli assessori della Sanità ne hanno discusso a Roma. «La parte relativa al fascicolo sanitario va bene, bisognerebbe strutturare meglio quella relativa ai medici di famiglia» osserva Luca Coletto, assessore del Veneto e coordinatore del tavolo, che sul nodo risorse avverte: «Le Regioni non possono assorbire ulteriori oneri rispetto a quelli previsti dalla spending review». Con riferimento soprattutto alla rivoluzione h24 per i medici di medicina generale che richiederebbe fondi aggiuntivi. Tutte osservazioni che sono state formulate in un documento che verrà inviato al presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, e al Governo. Con la richiesta prioritaria di «agevolare gli investimenti nella Sanità».

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