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Servizi pubblici essenziali, le Regioni blindano 7,6 miliardi per il 2020 e 8,7 per il 2021

Fonte: Sole 24 Ore

di BARBARA GOBBI (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Accordo «fuori sacco» ieri in Conferenza Stato-Regioni in vista della legge di Bilancio. I governatori hanno ottenuto dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia la conferma dei fondi 2020 e 2021 previsti a legislazione vigente su istruzione (incluso il fondo integrativo per la concessione delle borse di studio), trasporti e politiche sociali. Una partita che vale 7,6 miliardi per il 2020 e 8,7 miliardi per il 2021 (la tabella). Tra le voci principali il fondo nazionale per il trasporto pubblico locale a cui vanno 4,9 miliardi circa rispettivamente per il 2020 e il 2021 e l’edilizia sanitaria, che riceverà 1,12 miliardi nel 2020 e 2,4 miliardi nel 2021.

Verso la blindatura i 2 miliardi di aumento previsto per il Fondo sanitario nazionale nel 2020, mentre la scadenza per la firma del Patto per la salute slitta a fine 2019. L’accordo si articolo in nove punti: salvaguardia dei trasferimenti in favore delle Regioni a partire dalle Politiche sociali e dal Trasporto pubblico locale; incremento di 2 miliardi del livello delle risorse destinate agli interventi di edilizia sanitaria e di ammodernamento tecnologico; anticipo al 2020 degli effetti delle sentenze della Corte costituzionale n. 247/2017 e n. 101/2018 in materia di pieno utilizzo dell’avanzo di amministrazione e del fondo pluriennale vincolato di entrata e di spesa (misura che sbloccherà 800 milioni di investimenti); attuazione dei meccanismi di finanziamento delle funzioni regionali, come disciplinati dal decreto legislativo 6 maggio 2011 n. 68, rinviati all’anno 2021.

E ancora: entrata in vigore dal 2021 della disciplina dei meccanismi di riparto del fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale; adeguamento delle priorità di investimento secondo gli obiettivi indicati dalla nota di aggiornamento al Def 2019, con particolare riguardo al green new deal; Istituzione di un Tavolo Stato, Regioni ed Enti locali, per accelerare gli investimenti nazionali e comunitari, anche attraverso la definizione di procedure di semplificazione; individuazione di soluzioni per consentire la riduzione degli oneri del debito in modo da liberare risorse in favore della crescita sostenibile e degli investimenti. L’intesa prevede anche la salvaguardia dei 2 miliardi di aumento del Fondo sanitario nazionale e rinvia la data per la stipula del Patto per la salute a fine dicembre 2019.

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