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Servizi per l’’istruzione e mense scolatiche

La circolare n. 180 del 14 ottobre 2016 di ANCI Lombardia illustra alcuni interessanti temi definendo rilevanti attività in materia di servizi per l’istruzione: con riferimento alla Legge delega 0-6 anni, afferma che “la legge 13 luglio 2015, n. 107 (la legge su “La Buona Scuola”) prevede una serie di deleghe attuative della legge stessa, tra cui quella sul sistema educativo e di istruzione relativo alla fascia d’età 0-6 anni. Con tale provvedimento si crea un sistema integrato, che prevede:
– l’esclusione dai servizi a domanda individuale e la generalizzazione della Scuola dell’infanzia;
– la ridefinizione di compiti e funzioni di Regioni e Enti locali;
– la costituzione di poli per l’infanzia;
– nuovi sistemi di reclutamento del personale educativo e la formazione continua in servizio.

La proposta di legge interessa direttamente i Comuni, soprattutto per gli aspetti finanziari e gestionali. ANCI Lombardia in proposito ha attivato un gruppo di lavoro, disponibile ad approfondire le problematiche in materia e presentare osservazioni e contributi al dibattito in corso in Parlamento.

Alleghiamo qui il documento in oggetto, con i primi emendamenti già proposti da ANCI nazionale. Chi avesse ulteriori osservazioni e proposte, può inviarli all’indirizzo posta@anci.lombardia.it entro venerdì 28 ottobre 2016”.

In materia di mense scolastiche invece, la circolare procede come segue: “Lo scorso 21 giugno la Corte d’Appello di Torino ha riconosciuto a 58 famiglie il diritto a far consumare a scuola ai propri figli il pasto preparato a casa. L’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte ha poi precisato che la sentenza si sarebbe potuta applicare solo per i figli delle 58 famiglie ricorrenti. A questo punto altre famiglie hanno presentato un ricorso d’urgenza al tribunale civile e il giudice, il 9 settembre 2016, ha accolto i loro ricorsi, confermando la sentenza della Corte d’Appello. ANCI ha pubblicato un documento, consultabile qui, precisando la propria posizione e chiedendo al Ministero dell’Istruzione e al Ministero della Salute di fornire urgentemente indicazioni a Comuni e Scuole, considerando la complessità dell’argomento e valutando i diversi aspetti normativi in gioco (di tipo ordinamentale, strutturale, sanitario, scolastico e occupazionale)”.

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