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Segretari comunali verso l’abolizione tacita del ruolo

Fonte: Italia Oggi

di LUIGI OLIVERI (da Italia Oggi) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

La combinazione tra l’atto di indirizzo rivolto dal Comitato di settore all’Aran e degli emendamenti al «decreto Crescita» aprono le porte ad un’espansione senza più limiti dello spoils system già pesantissimo, ma contestualmente apre surrettiziamente le porte all’abolizione della figura, tentata la scorsa legislatura con la riforma della dirigenza targata Madia, non andata mai in porto. Revoca L’atto di indirizzo, come evidenzia il Dipartimento segretari comunali del sindacato Fedir, oltre a ingerirsi in violazione della legge sul tema delle competenze dirigenziali assegnando al contratto l’inesistente ruolo di fonte di disciplina di poteri di revoca, contiene un altro grave vulnus normativo con riferimento alla revoca dei segretari comunali.

L’atto di indirizzo all’Aran dispone che «la disciplina contrattuale in materia di revoca del segretario deve essere coordinata con la disciplina contenuta nell’art. 100 del dlgs n. 267/2000».Tale ultima disposizione stabilisce che «il segretario può essere revocato con provvedimento motivato del sindaco o del presidente della provincia, previa deliberazione della giunta, per violazione dei doveri d’ufficio». Tuttavia, la contrattazione collettiva certamente non ha alcuna legittima competenza ad intervenire sul tema della revoca. Come evidenzia il Dipartimento segretari della Fedir, l’atto di indirizzo in questo modo «crea un’indebita interferenza con l’inderogabile disciplina di legge fissata nell’art. 40 del Testo unico sul pubblico impiego», norma che sottrae totalmente alla competenza contrattuale «la materia del conferimento e della revoca degli incarichi dirigenziali». L’atto di indirizzo, da questo punto di vista, è affetto da un’illegittimità davvero plateale ed è parecchio strano che il dipartimento della Funzione Pubblica lo abbia fatto passare senza i doverosi rilievi. L’intento di rafforzare lo spoils system, rendendo più facile la revoca, espressamente enunciato dall’atto di indirizzo, risulta evidentissimo. Vicesegretari al posto dei segretari L’attacco alla categoria dei segretario comunali, che significa lesione a una funzione di garanzia di legittimità dell’operato degli enti locali, è completato dall’emendamento presentato alla legge di conversione del dl 34/2019 il cui scopo è rimediare all’ormai cronica e gravissima carenza di segretari (cui consegue la scopertura di tre quarti quasi delle sedi di segreteria di quarta e terza classe), dovuta allo stallo ormai decennale dei concorsi.

L’emendamento, nelle more dell’immissione nell’albo dei segretari di ulteriori vincitori del concorso pubblico consente nelle regioni ove la carenza di segretari sia particolarmente elevata di attribuire le funzioni del segretario comunale nei comuni di classe IV e III la cui sede è vacante ai vicesegretari e di convenzionare le sedi di segreteria affidate ai vicesegretari. Si tratta di un passaggio definitivo verso l’apertura dell’albo e l’eliminazione della figura dei segretari comunali. L’emendamento, infatti, consente di rendere stabile la copertura delle sedi di segreteria ai vicesegretari, funzionari che spessissimo non hanno sostenuto le complesse e lunghe procedure selettive e formative dei segretari comunali e che, ancora più sovente, sono scelti per via fiduciaria, in totale contrasto con le regole generali di autonomia dello staff amministrativo e della normativa anticorruzione. Non sfugge certamente che l’emendamento consente ai sindaci l’opportunità di scegliersi il controllore di fiducia: infatti, sarà facilissimo per i reclutare i vice segretari mediante l’articolo 110, comma 1, del dlgs 267/2000 e crearsi un controllore a misura del controllato. Inoltre, considerando che i tempi e soprattutto la quantità di segretari reclutati tramite concorsi sono del tutto incompatibili con le esigenze dei comuni, è molto facile aspettarsi la stabilizzazione della copertura delle sedi di segreteria con funzionari di fiducia, esattamente come nel disegno della riforma Madia, rendendo a quel punto del tutto destinata a progressivo esaurimento la categoria dei segretari: le stabilizzazioni favoriranno senz’altro anche la progressiva copertura con funzionari non segretari comunali delle sedi di classe prima e seconda.

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