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Sbloccacantieri: il punto vista di Regioni e ANCE (Costruttori)

Sbloccacantieri

Ampio ventaglio di critiche quello che si è abbattuto questa settimana sul Decreto Sbloccacantieri (d.l. 32/2019) nel corso delle audizioni alle commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato. Questi ultimi giungono prevalentemente dalle associazioni delle imprese e dai sindacati, sia pure con toni diversi. Ma anche dai soggetti pubblici non sono mancate alcune rilevanti critiche. Ecco di seguito le voci principali levatesi dalle rappresentanze degli Enti (e non solo) nel corso delle audizioni del 6 maggio. Qui avevamo già raccolto l’audizione dell’ANCI.

Regioni
Per le Regioni sono intervenuti Fulvio Bonavitacola (vicepresidente della Regione Campania e coordinatore della commissione infrastrutture e trasporti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome), Luca Ceriscioli (presidente della Regione Marche) e Claudio Di Berardino (assessore della Regione Lazio).
Bonavitacola ha espresso preoccupazione per il periodico riesame della normativa sui contratti pubblici ed ha auspicato che il parlamento formuli scelte idonee a dare certezza giuridica agli operatori del settore pubblico e privato: “L’incertezza – ha sottolineato – è foriera di paura ed anticamera della paralisi. “Il nuovo testo – ha detto il vicepresidente della Campania – contiene alcune previsioni apprezzabili che peraltro riprendono proposte della conferenza delle Regioni. In primo luogo l’utilizzo del progetto definitivo semplificato per gli interventi di manutenzione straordinaria. In secondo luogo l’estensione dell’appalto integrato che può fungere da deterrente del contenzioso ove si ponga divieto all’offerente di operare riserve per ragioni connesse a carenze progettuali. Infine l’inversione dell’esame della documentazione amministrativa, anticipando l’apertura della busta relativa all’offerta economica, posticipando quella relativa ai requisiti di partecipazione. Ma – ha concluso Bonavitacola – desta profonda preoccupazione l’estensione della procedura aperta, senza limitazioni di invito, anche a procedure di modesto importo (superiore a 200.000 euro)”.

ANCE
Il vicepresidente Opere Pubbliche dell’ANCE, Edoardo Bianchi, ha guidato la delegazione associativa dei Costruttori e ha evidenziato in premessa che infrastrutture efficienti, scuole sicure, città intelligenti e sostenibili, modelli abitativi capaci di rispondere alle nuove esigenze sociali, nuovi spazi urbani pensati per migliorare la vita di chi ci abita e ci lavora sono le priorità per un Paese che ha a cuore la sicurezza e il benessere sociale dei cittadini, che non si arrende all’immobilismo e vuole tornare a crescere e che vuole consegnare un futuro migliore ai propri figli che meritano di vivere, lavorare e viaggiare in sicurezza e in modo adeguato alle proprie esigenze.
Sono, inoltre, le priorità che l’ANCE ha messo al centro della sua azione – per citarne solo una: l’iniziativa Sbloccacantieri, avviata ad aprile 2018 e volta a censire le opere bloccate – e delle sue proposte, chiedendo con forza l’adozione di misure incisive per rilanciare il settore e dotare il Paese di infrastrutture sicure ed efficienti e di un rinnovato tessuto urbano, in grado di individuare nuove funzionalità alla città costruita, nonché di abitazioni coerenti con i nuovi stili di vita.
Ha, quindi, espresso apprezzamento per l’approvazione dei decreti-legge Sbloccacantieri e Crescita che, insieme al recente Documento di Economia e Finanza, rappresentano, finalmente, un primo segno tangibile della volontà di mettere il settore delle costruzioni al centro dell’agenda politica ed economica del Paese.
Allo stesso tempo, ha espresso preoccupazione rispetto alle misure finora adottate, che rischiano di essere insufficienti per raggiungere gli obiettivi soprarichiamati.
Il decreto, infatti, non risolve alla radice le grandi criticità che impediscono il rapido utilizzo delle risorse stanziate e rappresenta più un correttivo all’attuale Codice degli appalti che un provvedimento “Sbloccacantieri”. Mancano interventi sui processi autorizzativi dei progetti, sulle autorizzazioni ministeriali, mancano tempi perentori per ogni fase decisionale e per il trasferimento delle risorse, al fine di ridurre drasticamente i tempi morti, quelli che la Presidenza del Consiglio chiama “tempi di attraversamento” e che raddoppiano i tempi di realizzazione delle opere pubbliche in Italia.
I gravi ritardi accumulati dalla P.A. nella manutenzione delle opere presenti sul territorio sono invece diventati l’alibi per replicare sempre e ovunque un modello capace di bypassare qualsiasi regola.
Risulta necessario velocizzare la fase a monte della gara, non sacrificare i principi di correttezza, trasparenza, concorrenza e legalità, istituzionalizzando il super-commissario “modello Genova” che può derogare a tutte le procedure di appalto previste dal Codice.
Ha ribadito, quindi, la necessità di adottare rapidamente misure indispensabili per far partire le opere urgenti per la messa in sicurezza del territorio, per le città e per realizzare le tante infrastrutture che servono al Paese.
Finora, i risultati conseguiti, in termini di investimenti realizzati, sono stati sempre molto lontani dalle aspettative. Anche nel 2018, il livello della spesa pubblica per investimenti fissi lordi è stato molto inferiore alle attese, con un nuovo gap di 2 miliardi di euro tra mito (le previsioni) e realtà.
Considerando gli ultimi quattro anni, questo gap ammonta a 12 miliardi di euro, un indicatore significativo dell’inefficienza dei processi di spesa, di quanto il Paese sia fermo e non riesca a porre fine al degrado e alla burocrazia asfissiante. E mentre l’Italia continua a registrare continui cali (-4% l’anno scorso), in Europa la ripresa degli investimenti pubblici è in atto dal 2014. Occorre invertire la rotta.
Per il 2019, la previsione di una crescita del 5,2% degli investimenti pubblici appare eccessivamente ottimistica, soprattutto alla luce delle misure, per ora ampiamente insufficienti, contenute nel decreto legge Sbloccacantieri.

>> CONSULTA IL TESTO DELL’AUDIZIONE INTEGRALE DELL’ANCE.

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