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Sbloccacantieri: commissari subito in deroga al codice appalti

Fonte: Sole 24 Ore

di MAURO SALERNO (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Una finestra temporale di un anno e mezzo, con un primo step fissato a sei mesi dalla data di conversione del decreto. Non proprio un timing pressante. È il tempo che uno degli ultimi emendamenti approvati al decreto Sblocca-cantieri assegna al governo per individuare gli interventi da sbloccare e nominare i commissari. Figure che una volta entrate in funzione potranno contare su poteri amplissimi, tra cui un lasciapassare immediato a dribblare le regole del codice appalti, sia pure nella versione semplificata dal decreto che ieri il Senato ha approvato in prima lettura. Il problema, semmai, può esser rappresentato dai tempi necessari ad arrivare alle nomine, che rischiano di spostare al 2020 il traguardo più vicino, allontanando di un bel po’ l’orizzonte del rilancio degli investimenti.

Lo Sbloccacantieri prevede che a nominare i commissari dovrà essere il presidente del Consiglio su proposta del Mit. La novità arrivata ieri, con l’approvazione di un emendamento a firma Pd (Salvatore Margiotta), è l’aggiunta dei tempi in cui va eseguita l’operazione. I decreti per le prime nomine potranno arrivare «entro 180 giorni dalla legge di conversione del decreto», dunque anche a gennaio dell’anno prossimo. Inoltre, la finestra per agire in deroga alle procedure ordinarie, chiamando in causa i commissari, si chiuderà il 31 dicembre del 2020 (altra novità). Il decreto di nomina inoltre dovrà essere vistato anche dalle commissione parlamentari, passaggio che prima non era previsto.

Restano fermi invece gli ampi poteri già riconosciuti ai commissari, che potranno svolgere le funzioni di stazione appaltante, assegnando le commesse senza curarsi delle regole del codice, ma rispettando antimafia e vincoli europei. Tempi più rapidi sono invece ipotizzabili per la nomina dei commissari per il Gran Sasso e il Mose, voluti dal ministro delle Infrastrutture Toninelli, per cui il decreto prevede nomine nel giro di poche settimane. Le deroghe previste per i commissari dello Sblocca-cantieri, grazie a un altro emendamento varato in chiusura d’esame, saranno estese anche alle strutture straordinarie che si occupano di interventi anti-dissesto e depurazione. Oltre ai commissari, il decreto conferma anche l’arrivo di un’altra nuova struttura destinata a scendere in campo sul fronte dell’accelerazione dei cantieri. Italia Infrastrutture Spa, in house del Mit, dovrà occuparsi di recuperare i fondi che rischiano di andare perduti nel caso di lavori in stallo, fornendo supporto al completamento delle opere.

Sono invece destinate a incassare da subito un importante pacchetto di semplificazioni le procedure di assegnazione dei lavori di piccola e media dimensione, quelle che, per intenderci, gravitano nel raggio d’azione dei Comuni. La prima è che anche i più piccoli enti locali potranno agire in proprio senza dover cercare qualcuno a cui affidare il compito di gestire la gara. La seconda è che tutte le gare sotto 5,5 milioni potranno essere assegnate tenendo conto solo del prezzo, con tempi rapidi e senza necessità di valutare variabili tecniche, spesso fuori portata per i tecnici dei piccoli enti. La terza è che tornano le gare semplificate a invito (procedure negoziate) per le opere fino a un milione. La quarta è che per assegnare manutenzioni ordinarie e straordinarie (senza impatto su impianti e strutture) le stazioni appaltanti potranno fare a meno di sviluppare i progetti fino al dettaglio esecutivo. Nel complesso, una spinta ad azionare la leva degli interventi diffusi che – risorse permettendo – ora le Pa dovranno dimostrare di saper cogliere.

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