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Sanità, sì del Senato ai 2,3 miliardi di tagli

Fonte: Il Sole 24 Ore

Primo sì per il decreto legge 78 sugli enti locali con i tagli da 2,35 mld incorporati in corso d’opera con un emendamento del Governo frutto dell’Intesa con le regioni. Ieri il Senato ha approvato la fiducia con 163 voti favorevoli e 111 contrari, in tutto quaranta assenti al voto, anche del Pd. Per il decreto, che scade il 18 agosto, scatta la corsa contro il tempo per l’esame della Camera in poco più di una settimana al massimo, prima della chiusura per la pausa estiva da venerdì 7 agosto.

La pre-manovra 2016 sulla sanità contenuta nel maxi emendamento governativo presentato ieri in aula, conferma in pieno il testo approvato in commissione e, in sostanza, ribadisce i contenuti dell’accordo tra palazzo Chigi e i governatori. Con un pressing forte su acquisto di beni e servizi e dispositivi medici che contribuiranno per 1,33 mld sul totale. La stretta contro gli esami inutili per le “ buone prescrizioni” anti-spreco di specialistica ambulatoriale con tanto di sanzioni possibili per i medici che non rispetteranno le regole. Le rinegoziazioni dei prezzi per i farmaci, in attesa che con la manovra 2016 si ridefiniscano le partite su tetti di spesa e pay back anche per bypassare le bocciature del Tar Lazio. Ben 241 assunzioni all’Aifa, l’Agenzia del farmaco. Le liquidità in arrivo nel Lazio per le emergenze sanitarie legate al prossimo Giubileo. Il taglio di 2,352 mld, previsto dal decreto «a decorrere dal 2015», indica alle regioni (che potranno usare anche altre leve, come già stanno facendo, ma a parità di saldo finanziario) la strada per riuscire a far fronte alla contemporanea riduzione di 2 mld del Fondo sanitario di quest’anno.

Ieri la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha difeso una volta di più a spada tratta il decreto. E ha anche teso una mano ai medici, aprendo le porte a un possibile ammorbidimento in corso di attuazione delle nuove regole sulle sanzioni ai dottori “spreconi”. «Nessun taglio, e nemmeno per il 2016-2017, ma misure di efficientamento che porteranno dei risparmi da reinvestire nel settore», giura Lorenzin. «I risparmi non sono tagli», aggiunge, rilanciando il «Patto per la salute 2014-2016», al palo da tempo, in vista della legge di Stabilità 2016. Un «Patto», ha ricordato la ministra, che già incorporava ipotesi di risparmio per 10 mld in cinque anni. Come dire, nessuna novità nonostante le polemiche sulla maxi manovra ventilata questi giorni. Tutto “concordato” con le regioni, come l’Intesa e dunque il decreto votato ieri, è la risposta della ministra della Salute ma anche della collega Maria Elena Boschi alle critiche di queste ore arrivate anche dalle regioni, in particolare di centrodestra. Ma i nuovi tagli e il pressing di cui si parla dell’Economia? «Non ci sono ipotesi di taglio, non mi risulta e non mi è stato ventilato», assicura Lorenzin all’Ansa. «Le regioni hanno deciso di rispondere al taglio della manovra, riducendo il Fondo sanitario. Io non l’ho mai voluto». E quanto alle contestazioni dei medici – che promettono un autunno caldo – nega che per i cattivi prescrittori ci saranno sanzioni sullo stipendio: toccherà la retribuzione di risultato, precisa. E in ogni caso «assolutamente sostenibili», con protocolli di prescrizione che chiameranno in causa le società scientifiche e sanzioni che saranno prese solo dopo un contraddittorio con l’azienda sanitaria. «I medici devono fare la loro parte e attenersi ai protocolli, per la tutela della salute. Poi si potranno sicuramente prevedere delle deroghe, valutando caso per caso», già media la ministra.

Promessa che per il momento non rassicura tutti, anzi. Roberto Maroni, governatore leghista lombardo, si chiede dove sono finiti i costi standard e promette che «alla dichiarazione di guerra del Governo, risponderemo con la guerra». Il toscano Enrico Rossi (Pd) chiede «attenzione ad accanirsi sulla sanità che è un meccanismo di sicurezza per tutto il Paese», indicando la strada dei tagli alle super pensioni. I principali sindacati degli ospedalieri (Anaao) e di medici di famiglia (Fimmg) promettono mobilitazioni autunnali. E nel Pd si confrontano anime diverse. La presidente della commissione al Senato, Emilia Grazia De Biasi, nega che «nel decreto ci sia un taglio di 7 miliardi, ma risparmi per 2,3». Mentre la capogruppo Dem nella stessa commissione, Nerina Dirindin, proprio contro il decreto ha presentato le dimissioni (respinte per ora) al capogruppo Zanda. Intanto oggi Lorenzin risponderà al question time alla Camera proprio del suo gruppo, che vuole sapere dove va la barca della sanità con la manovra. «Tranquillizzare, negare i tagli ed esaltare la lotta agli sprechi», resterà anche oggi la parola d’ordine di palazzo Chigi.

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