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Sanità e partecipate, le Regioni rilanciano

Fonte: Il Sole 24 Ore

Riqualificare la spesa corrente, dalla sanità alle partecipate. Rilanciare gli investimenti anche sanitari. Accelerare i pagamenti e anticipare il pareggio dei bilanci al 2015. «Razionalizzare» il fondo per il trasporto locale e «ottimizzare» i flussi finanziari dallo Stato. E costi standard a raffica, ma per tutti. È una proposta in otto punti chiave quella che i governatori hanno preparato per il Governo nella spinosa trattativa sui tagli da 4 miliardi previsti a loro carico dalla della manovra 2015.

Una proposta per il momento messa a punto sui titoli degli interventi, non ancora sugli effettivi contenuti. Che verranno svelati soltanto nel momento in cui, dalla prossima settimana, le parti si incontreranno per trattare, in attesa della convocazione che arriverà da Palazzo Chigi.

Stanno per questo ancora abbottonati i governatori, in attesa di capire gli spazi di incontro possibili, ma sanno bene che difficilmente l’entità del taglio sarà attenuata. Anche se è ben chiaro che qualcosa dovrà essere ceduto sulla sanità. A cominciare da un’anticipazione del «Patto 2014-2016». Un risparmio di almeno 1 miliardo, infatti, è sotto sotto già messo in cantiere. E non è un caso che la premessa degli 8 punti della loro proposta parta dalla garanzia del «concorso positivo delle regioni alla manovra di finanza pubblica». Come dire: non ci tiriamo indietro, ma anche lo Stato faccia altrettanto. Per la sanità potrebbe esserci ad esempio lo scambio risparmi-maggiori investimenti. Mentre sull’accelerazione in genere dei pagamenti si chiede di «attivare una sinergia tra Stato, regioni ed enti locali» attraverso il Patto di stabilità verticale, incentivato per «immettere liquidità a favore delle imprese per gli investimenti pubblici».

«Abbiamo messo in fila tutte le nostre proposte. Ho buone ragioni per ritenere che nei prossimi giorni partirà il tavolo col Governo e che si possano condividere delle proposte che rendano per tutti sostenibile la manovra», ha detto ieri il rappresentante dei governatori, Sergio Chiamparino. Mentre le regioni preparano modifiche ai capitoli sul sociale della manovra: 100 milioni in più ai servizi per la prima infanzia (asili nido), un diverso uso (col nuovo Isee) della social card, 350 milioni alle disabilità.

Le regioni hanno però altre grane, a partire dal “dossier Molise”, al quale la manovra assegna 40 milioni per uscire dal baratro e commissariarla, se possibile, due volte. Un “regalo” che però non piace a tutte le regioni: l’Economia ha ammesso che il debito del Molise, dove sono state appena confermate le maxi-addizionali, richiede «interventi pari al 62%» del finanziamento alla sua sanità. Un deficit pregresso che, se paragonato alla Lombardia, sarebbe pari a quasi 11 miliardi.

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