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Sì alle liberalizzazioni, stretta sulle banche

Fonte: Il Sole 24 Ore

ROMA – L’aula del Senato ha dato ieri il via libera alle 141 modifiche contenute nel maxiemendamento sulle liberalizzazioni e il decreto che ora si compone di ben 118 articoli passa a questo punto all’esame della Camera. Tra le nuove disposizioni approvate c’è anche l’emendamento che ha provocato forti reazioni di protesta da parte dei banchieri, fino alle dimissioni annunciate ieri dall’intero consiglio di presidenza dell’Abi: si tratta della norma che sancisce la nullità di «tutte le clausole, comunque denominate, che prevedano commissioni a favore delle banche a fronte delle concessioni di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere del loro utilizzo anche in caso di sconfinamento ovvero oltre il limite del fido». Per effetto di tale disposizione, in pratica, gli affidamenti e gli sconfinamenti concessi dalle banche ai clienti potranno essere remunerati esclusivamente con il tasso debitore sulle somme prelevate. Per la verità, lo stesso relatore al provvedimento, Filippo Bubbico (Pd), aveva spiegato mercoledì sera che questa disposizione avrebbe dovuto considerarsi come una sanzione per quelle banche che non rispetteranno le nuove norme sulla trasparenza già previste dal decreto Salva Italia; norme che il comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) è chiamato a definire concretamente. Senonchè, il governo si è detto indisponibile a modificare l’emendamento e la disposizione è stata approvata così com’era. Spiragli per la modifica ad una norma contraddittoria con le disposizioni che affidano al Cicr l’onere di regolare nel dettaglio l’intera materia si sono aperti ieri pomeriggio, dopo che il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha parlato di «disagio» del mondo bancario, aggiungendo che spetterà al premier Mario Monti decidere eventuali cambiamenti. Il sottosegretario alla presidenza, Antonio Catricalà, ha detto che la parola spetta invece alle Camere, affermando che l’esecutivo non si metterà «di traverso» se in Parlamento si troverà un’ampia maggioranza favorevole alle modifiche anche perchè esiste già un emendamento presentato alla Camera nel provvedimento relativo alla semplificazioni. Il veicolo della modifica sarebbe una norma, secondo quanto ha affermato ieri il relatore Oriano Giovannelli che si limita ad affermare, semplicemente, che non è legittima l’apposizione di qualsiasi tipo di commissione di massimo scoperto. Non tutti i partiti, peraltro, la pensano allo stesso modo sulla questione: se le banche protestano, dice per esempio il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri, vuol dire che «il Senato ha lavorato con la schiena dritta. Vedremo se saranno necessari interventi – aggiunge – ma le banche prestino buona parte dei 139 miliardi presi ieri dalla Bce a imprese e famiglie che ne hanno bisogno». Secondo il segretario del Pd Pierluigi Bersani, invece spetta al governo pronunciarsi per risolvere la questione: «Il problema di migliorare la trasparenza dei rapporti tra banche e clienti sulle condizioni degli sconfinamenti è sacrosanto. Si è in attesa di una delibera del Cicr che deve disciplinare questo tipo di commissioni». «In Senato è saltato il raccordo, in tre righe, tra la norma approvata e questa delibera, e così si rischia che le banche non siano in condizione di fare credito alle imprese e alle famiglie. A questo punto dica il governo qual è la soluzione e come risolvere il problema, noi siamo disponibili», ha aggiunto il leader del Pd. Ma nel decreto di ieri non c’è solo la norma che azzera le commissioni a interessare direttamente il business bancario. La legge prevede infatti che per i pensionati con assegni fino a 1.500 euro le banche dovranno assicurare la gratuità delle spese di apertura e gestione dei conti correnti destinati all’accredito della pensione. Inoltre, quando un cliente sottoscriverà un mutuo, la banca dovrà proporre al cliente almeno due polizze di due compagnie diverse e l’utente ne potrà sottoscrivere una da lui trovata sul mercato. C’è poi lo stop alla commissione sulla carta di credito fino a 100 euro per chi fa il pieno di benzina e la riduzione dei tempi previsti per la surroga del mutuo da trenta a dieci giorni. Infine, c’è il capitolo Tesoreria unica che comporta, da parte delle aziende di credito che fanno mutui agli enti locali, la rinuncia a 8-9 miliardi di liquidità.

Le novità per le banche nel decreto deregulation

COMMISSIONI
Azzerate le remunerazioni su affidamenti e sconfinamenti
Vengono annullate «tutte le clausole comunque denominate che prevedono commissioni a favore delle banche a fronte della concessioni di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido»

TESORERIA UNICA
Gli istituti perdono la custodia di 8-9 miliardi degli enti locali
La norma del decreto liberalizzazioni che impone agli enti locali di trasferire il 50% delle proprie liquidità di cassa a Roma , alla Tesoreria unica nazionale, avrà un impatto sulle banche: gli istituti di credito perderanno 8-9 miliardi di eu-ro di risorse degli enti locali attualmente in giacenza presso le proprie filiali

AGEVOLAZIONI
Conto corrente gratuito per pensioni fino a 1.500 euro
Le banche dovranno garantire la gratuità per le spese di apertura e di gestione dei conti di pagamento di base destinati all’accredito e al prelievo della pensione da parte dei titolari di trattamento pensionistico fino a 1.500 euro mensili (non è charito se netti o lordi). Gli eventuali servizi aggiuntivi richiesti dal titolare saranno comunque a titolo oneroso

MUTUI
Libera scelta sull’assicurazione Surroga entro dieci giorni
Il cliente ha libertà di scegliere sul mercato la polizza vita più conveniente da associare al proprio mutuo. La banca è comunque tenuta a sottoporre al cliente almeno due preventivi di gruppi assicurativi non riconducibili al gruppo stesso. Passa da 30 a dieci giorni il termine entro il quale deve concludersi la surrogazione

CARTE DI CREDITO
Transazione gratuita per rifornimenti fino a 100 euro
Nuove regole per la riduzione delle commissioni interbancarie a carico degli esercenti per le transazioni con carte di credito. Banche e imprese che gestiscono i sistemi di pagamento devono attuare la riduzione entro il 1° giugno. Nel frattempo le transazioni fino a 100 euro presso gli impianti di distribuzione carburante sono gratuite per acquirente e venditore

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