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Rivisitazione del patto di stabilità

“Proprio in queste ore sarà firmato il decreto di deroga al patto di stabilità interno per regioni ed enti locali per consentire l’utilizzo dei cofinanziamenti impegnati nei progetti comunitari”. Lo ha annunciato ieri da Palermo il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, parlando con i giornalisti a Palazzo d’Orleans. “Si tratta di un miliardo di euro – dice Barca – ed è una risposta importante alla sollecitazione europea”. Alla Regione siciliana dovrebbe andare una quota del 20%, anche se l’assessore al Bilancio Gaetano Armao, dice rivolgendosi direttamente a Barca: “Chiederemo di raddoppiare la quota”. L’indicazione di Barca pare andare incontro ai desiderata degli enti locali. “Spero che su alcuni argomenti, come sul patto di stabilità, si possa concludere oggi”, ha affermato il presidente dell’Anci, Graziano Del Rio, poco prima dell’incontro tra governo ed enti locali. Ma il più significativo esito scaturito dall’incontro di è la promessa per “un tavolo istituzionale, che entro pochi giorni dia corso ad una rivisitazione del patto di stabilità in un’ottica di maggiore flessibilità, pur nel rispetto degli impegni europei”. “Abbiamo chiesto e ottenuto ampia disponibilità dal governo riguardo il ripristino dell’autonomia organizzativa dei comuni – continua Delrio – necessario per poter svolgere al meglio il compito di garantire i servizi essenziali ai cittadini e alle comunità, a maggior ragione in un momento di profonda difficoltà come è quello che stiamo attraversando”.
Dall’Anci è partita inoltre la richiesta di “dare corso nel più breve tempo possibile al federalismo demaniale”, mentre un’ulteriore apertura si è registrata riguardo “la richiesta di avviare un percorso di attribuzione ai comuni dell’Imu – spiega Delrio – arrivando almeno ad una quota del 70% a favore dei comuni”.
Chiusura totale, invece, sul tema del trasferimento delle tesorerie comunali allo Stato centrale: “Abbiamo chiesto di sospendere la norma o almeno di farla durare il più breve possibile, al massimo fino al 2013, riconoscendo ai comuni i circa 300 milioni di minori entrate per interessi che il trasferimento delle tesorerie provocherà, ma il ministero dell’economia ha opposto problemi di ordine generale”. Ma il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, nella conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del medesimo incontro con l’Anci dà una risposta negativa sul tema della tesoreria unica: “Se non si fosse adottato quel provvedimento avremmo qualche problema in più. L’impegno di Grilli è quello di considerarlo un fatto assolutamente transitorio. Ma non è un capriccio, è stato deciso perchè al Paese serviva quella scelta. La situazione dell’Italia è davvero delicata – ha rimarcato Cancellieri – forse non ce se ne rende conto appieno”.
Delrio ha ribadito che “i numeri affermano senza ombra di dubbio che i comuni non sono i figli spreconi dell’apparato statale e che anzi hanno portato dal 2007 13 miliardi di saldo positivo al comparto della pubblica amministrazione”.
Dunque l’auspicio: “Ci auguriamo che il tavolo con il governo porti a soluzioni in tempi brevi, perché i sindaci devono chiudere i bilanci proprio in questi giorni. Se così non dovesse essere non verranno meno le ragioni per cui abbiamo approvato un ordine del giorno che invita i sindaci a valutare la possibilità di mettere in discussione il Patto di stabilità in alcuni settori determinanti per lo sviluppo”.
Il ministro Cancellieri conclude: “La nostra volontà è trovare soluzione ai problemi dei comuni, perchè comprendiamo la valenza del loro ruolo riguardo alla collettività, fermo restando che sui saldi del patto di stabilità non ci sono spazi di manovra. Ma al loro interno – ha detto Cancellieri – esperiremo tutte le strade per dare ai comuni flessibilità. È una sfida grossa, a saldi invariati è come arrampicarsi sul ghiaccio, ma ce la metteremo tutta e ci impegnamo a trovare una soluzione”. Il dato positivo del tavolo, ha sottolineato il ministro dell’Interno, è che “è emerso con chiarezza che non siamo l’uno contro l’altro armati, ma che comuni e Stato sono tutt’uno. Siamo un Paese che affronta momenti difficili, con grande senso di responsabilità”.

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