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Rischio aumento per le tariffe dei rifiuti

Fonte: Sole 24 Ore

di GIUSEPPE DEBENEDETTO (dal SOle 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Il nuovo sistema tariffario per i rifiuti predisposto dall’Autorità per l’energia causa notevoli difficoltà ai Comuni e rischia di comportare un aumento delle tariffe per i contribuenti. Lo segnala l’Anci Lombardia con la circolare 345 del 12 novembre 2019. L’Anci regionale evidenzia che il 31 ottobre l’Autorità di regolazione per l’energia, reti e ambiente (Arera) ha approvato il metodo tariffario per il servizio integrato di gestione dei Rifiuti (Mtr), senza però tenere conto di gran parte delle considerazioni espresse in sede di consultazione da Anci nazionale e Ifel.

L’Arera ha comunque modificato alcune iniziali indicazioni, almeno per la Tari-tributo, consentendo l’applicazione dell’Iva e la determinazione dei crediti inesigibili in base alla normativa vigente (non più dopo aver esperito tutte le azioni giudiziarie di recupero, cioè dopo diversi anni), lasciando però irrisolte diverse questioni. Tra queste va segnalata l’applicazione dei conguagli sul 2018 e 2019, che rischia di rideterminare una rettifica per gli utenti con effetti particolarmente rilevanti per i bilanci comunali, in disparte il fatto che non ha alcun senso rimettere in discussione annualità pregresse già chiuse. Non viene invece toccato il Dpr 158/99, che necessita di aggiornamenti specie sul fronte dei coefficienti di produttività dei rifiuti. In particolare ANCI Lombardia segnala che l’adozione dei nuovi criteri sta comportando per i Comuni difficoltà, dovute principalmente ad un possibile aumento delle tariffe. Inoltre per i Comuni che hanno previsto investimenti, il calcolo delle tariffe sembrerebbe causare il superamento dei limiti massimi tariffari posti dalla stessa Arera, con pesanti ripercussioni sul bilancio comunale, che dovrebbe sobbarcarsi la quota eccedente. Queste e altre considerazioni vengono ad essere aggravate dall’obbligo di determinare la Tari secondo i nuovi criteri già dal 2020, costringendo i Comuni ad approvare la relativa delibera entro il 31 dicembre 2019. Termine difficile se non proprio impossibile da rispettare, considerato che entro il 15 novembre i Comuni avrebbero già dovuto approvare lo schema di bilancio con delibera di giunta. Per queste ragioni l’Anutel (associazione nazionale uffici tributi enti locali) ha recentemente chiesto una norma che posponga al 2021 l’entrata in vigore del nuovo sistema tariffario. Un’altra complicazione sulla tempistica è dovuta al fatto che tutti i piani finanziari devono essere inviati all’Arera per l’approvazione definitiva.

Ma è oggettivamente improbabile che l’Autorità riesca a visionare 8mila piani in tempi rapidi, con il rischio di sforare i termini perentori previsti e finendo così per rendere le delibere inefficaci. Peraltro, Anci Lombardia evidenzia che il semplice slittamento dei termini di approvazione del piano finanziario non risolve il problema, poiché alcuni effetti distorsivi della nuova tariffa sembrano penalizzare ulteriormente proprio i Comuni virtuosi nel campo della raccolta rifiuti e vanno quindi verificati ed eventualmente corretti. L’associazione si sta pertanto adoperando presso Anci nazionale perché intervenga presso il Governo e il Parlamento al fine di affrontare queste problematicità e consentire così un avvio ponderato e condiviso del nuovo sistema tariffario. Infine, l’Anci regionale invita i Comuni a segnalare le criticità riscontrate nell’applicazione del nuovo metodo predisposto dall’Arera.

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