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Ripartizione della quota statale dell’otto per mille dell’IRPEF per il 2019

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Il Servizio studi di Camera e Senato ha pubblicato il Dossier n. 321/2021, concernente la ripartizione della quota statale dell’otto per mille dell’IRPEF per il 2019. Il documento prende in esame il quadro normativo vigente, a partire dalla destinazione della frazione interessata del gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche: rileva anzitutto la legge n. 222/1985 di revisione del Concordato tra Stato e Santa Sede che prevede l’erogazione a favore della Chiesa cattolica di una quota pari all’otto per mille, destinata in parte a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario a diretta gestione statale e, in parte, a scopi di carattere religioso a diretta gestione della Chiesa cattolica.

Gli interventi finanziati

Le modalità di impiego dei fondi disponibili sono tassative: la citata legge n. 222/1985 prevede che tali quote siano utilizzate dallo Stato per interventi a fini solidaristici o dovuti a calamità naturali, per l’assistenza ai rifugiati ed ai minori stranieri non accompagnati, la conservazione dei beni culturali e la messa in sicurezza ed efficientamento energetico degli immobili nell’ambito dell’edilizia scolastica. La Chiesa cattolica, da parte sua, deve impiegare tali somme per esigenze di culto della popolazione, per il sostentamento del clero e per interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di Paesi del terzo mondo. Le procedure per l’utilizzo della quota dell’otto per mille dell’IRPEF a diretta gestione statale sono invece disciplinate nello specifico dal d.P.R. 10 marzo 1998, n. 76, che individua le tipologie di interventi ammissibili in conformità ai cinque settori previsti dall’articolo 48 della legge n. 222/1985. Per accedere alla ripartizione della quota, le iniziative devono essere di carattere straordinario, in coerenza con indirizzi e le priorità eventualmente individuati Consiglio dei ministri, e localizzate sul territorio italiano.

Di particolare importanza è la disciplina dell’articolo 46 bis del decreto legge n. 124/2019, che interviene sulla disciplina delle risorse con riferimento alla quota parte delle risorse destinate agli interventi in favore degli immobili adibiti all’istruzione scolastica di proprietà pubblica: l’articolo introduce un criterio di riparto geografico tale da cagionare una divisione della quota in tre parti di pari importo in relazione ai diversi territori del Paese. Inoltre, detto articolo ha consentito al contribuente di scegliere, in sede di dichiarazione de redditi, a quale delle cinque tipologie di intervento riservare la quota a diretta gestione statale. Tale facoltà di scelta troverebbe pertanto applicazione a partire dalle dichiarazioni dei redditi 2019 effettuate nel 2020.

La ripartizione per l’anno 2019

Entrando nel merito della questione, il documento prende in esame la ripartizione della quota dell’otto per mille IRPEF per l’anno 2019, riferita alle scelte effettuate dai contribuenti sulle dichiarazioni dei redditi 2016, per l’anno 2015. In riferimento a quest’ultima annualità, gli incassi in conto competenza relativi all’IRPEF considerati per la determinazione della quota per l’anno 2019 risultano pari a 167.697.292.624 euro; di conseguenza l’ammontare complessivo delle risorse da ripartire tra lo Stato e le confessioni religiose è di 1.401.255.936 euro.

L’indagine si concentra poi sugli schemi di decreto di ripartizione della quota attinente allo Stato per il 2019: sono 4 le proposte presentate dal governo, una per ognuna delle categorie di interventi ammessi a finanziamento. Non è inclusa l’edilizia scolastica; in tale ambito, infatti, le risorse spettanti sono destinate a opere necessarie a seguito di eventi eccezionali e imprevedibili individuati annualmente con apposito provvedimento del ministro dell’Istruzione. Premesso ciò, le risorse ripartite a favore dello Stato per le finalità dell’otto per mille sono pari a 48.213.870 euro, un importo molto inferiore alla cifra che dovrebbe risultare sulla base delle scelte dei contribuenti. Lo stanziamento definitivo di competenza, come risultante nel Rendiconto generale dello Stato dell’esercizio finanziario 2019, è pari a circa 59,9 milioni di euro, a cui vanno detratte le somme da assegnare all’Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo nonché un importo aggiuntivo derivante dal recupero di somme delle annualità precedenti. Passando poi in rassegna i finanziamenti dell’8 per mille negli anni dal 2002 al 2019, risalta la mancata ripartizione delle quote negli anni 2011, 2012 e 2015.

>> CONSULTA IL DOSSIER DEL SERVIZIO STUDI DI CAMERA E SENATO n. 361/2021.

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