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Rimborso spese per il referendum costituzionale

Rimborso spese per il referendum costituzionale

Il Ministero dell’Interno tramite un comunicato datato 29 gennaio 2020 rende noto che diversi Comuni hanno chiesto di conoscere l’entità delle risorse finanziarie che saranno loro assegnate per provvedere alle spese per l’organizzazione tecnica e l’attuazione delle consultazioni referendarie del 29 marzo 2020.
Al momento, non si dispone di informazioni ufficiali in quanto non sono stati ancora formalizzati i provvedimenti amministrativi del Ministero dell’economia e delle finanze che assegnano le risorse finanziarie alle Amministrazioni deputate all’organizzazione della consultazione medesima.

Ciò nonostante, si ritiene utile fornire alcune indicazioni di massima che permettano ai Comuni di orientare l’attività di spesa, rimanendo nell’alveo del rimborso erariale.
In primo luogo si specifica che le spese dei componenti i seggi sono determinate con tariffe stabilite ai sensi dell’art. 1 della legge 13 marzo 1980, n. 70, e s.m.i.

Per quanto riguarda le spese per l’organizzazione tecnica (in massima parte compensi per il lavoro straordinario dei dipendenti) si può ritenere congruo valutare che la misura massima delle somme attribuibili a rimborso in favore di ciascun comune sarà pari all’importo assegnato in occasione del referendum del 17 aprile 2016 diminuito di circa il 20%, in relazione alla minore disponibilità di risorse complessive che si stima vengano stanziate dal predetto Dicastero Finanziario.

>> IL COMUNICATO DEL MINISTERO DELL’INTERNO.

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