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Rimborsi TARI: il costo non può essere ribaltato sulle tariffe 2018

Rimborsi TARI

Le amministrazioni comunali non possono ribaltare sulle tariffe dell’anno prossimo il costo dei rimborsi agli utenti che sino ad ora hanno pagato la TARI resa illegittima dalla moltiplicazione della quota variabile su box, garage e cantine. A delineare questa conclusione con dovizia di particolari è un’altra volta il dipartimento Finanze, attraverso la risposta ad una nuova interpellanza urgente svolta in Aula alla Camera dei deputati dal Movimento 5 Stelle. La risposta del Ministero all’interpellanza parlamentare, riportata a Montecitorio dalla sottosegretaria ai Rapporti col Parlamento, parrebbe bloccare pertanto la strada imboccata da quegli Enti che, come ad esempio il Comune di Milano, stavano calcolando le ricadute sulle tariffe 2018 per gli indennizzi da assicurare ai contribuenti che hanno pagato troppo in questi anni. Ciò non significa tuttavia che il peso dei rimborsi non finisca per essere pagato dalla generalità dei contribuenti dei Comuni caratterizzati dalla TARI “gonfiata”: ma sotto forma di conguagli relativi agli anni di applicazione del meccanismo sbagliato.

Come si può leggere nella risposta all’interpellanza: “Quanto premesso, gli interpellanti chiedono, inoltre, di emanare delle linee guida per le amministrazioni comunali affinché sia chiarito il calcolo della Tari nelle sue diverse componenti, per garantire un’applicazione uniforme a livello nazionale e anche al fine di rendere consapevole il contribuente della tassazione impostagli. In proposito si fa presente che tali linee guida sono già state messe a disposizione dei comuni attraverso la pubblicazione sul sito Internet del Dipartimento delle finanze del prototipo di regolamento e delle relative linee guida della TARES, i cui principi – si ribadisce – devono considerarsi applicabili anche per la TARI. Si precisa, in ogni caso, che tali documenti sono in corso di aggiornamento da parte del Dipartimento stesso”.

>> CONSULTA LA RISPOSTA ALL’INTERPELLANZA.

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