Riforma pubblico impiego verso la correzione definitiva

La riforma del pubblico impiego giunge ad uno snodo importante: lo Schema di decreto legislativo recante modifiche ed integrazioni al Testo Unico del pubblico impiego, di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (atto n. 393) va infatti incontro ad un doppio possibile correttivo al fine di allargare la platea potenziale del “piano straordinario di stabilizzazione” dei precari della Pubblica Amministrazione. Questo importante cambiamento potrebbe arrivare con la versione definitiva della riforma attesa in un Consiglio dei ministri schedulato a breve (forse già questa settimana) dopo il via libera ottenuto la scorsa settimana in Parlamento.

La Commissione Affari costituzionali del Senato e la Commissione Lavoro della Camera hanno infatti dato il via libera al decreto attuativo della delega Madia sulle nuova disciplina del pubblico impiego: si tratta del provvedimento indispensabile per riavviare i rinnovi contrattuali nella PA.

>> CONSULTA IL PARERE DELLA COMMISSIONE AFF. COSTITUZIONALI DEL SENATO.

>> CONSULTA IL PARERE DELLA COMMISSIONE LAVORO DELLA CAMERA.

Molto fitto l’elenco delle “osservazioni”, mentre solo il Senato ha posto al Governo anche due condizioni, di eminente rilievo nella procedura (il Governo, per ignorarle, deve tornare in Parlamento e motivare la scelta) ma gestibili nella sostanza: chiedono di chiarire meglio che Linee guida sui concorsi e le Linee di indirizzo per la pianificazione del personale non abbiano natura regolamentare, per evitare i problemi di compatibilità segnalati anche dal Consiglio di Stato, e di rafforzare le regole del collocamento obbligatorio per i famigliari delle vittime di terrorismo e criminalità.

APPROFONDIMENTI
>> Consulta l’articolo Riforma pubblico impiego: ecco l’intesa tra Governo ed Enti locali.
>> Riforma del pubblico impiego: il parere del Consiglio di Stato
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