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Riforma Province: Anci e Upi al Ministro Lanzetta

Anci e Upi considerano positiva la determinazione del Governo, espressa ieri dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie Maria Carmela Lanzetta, a definire  entro la fine del mese il  decreto sul riordino delle funzioni delle nuove Province e delle Città metropolitane, previsto dalla  legge 56/2014,  e confermano piena disponibilità a collaborare e ad essere parte attiva di una  riforma che intendono contribuire ad attuare.  È quello che si legge nel comunicato stampa congiunto rilasciato dalle due associazioni di rappresentanza degli enti locali.

Per questo, in vista della definizione dell’accordo in Conferenza Unificata,  Anci e Upi hanno predisposto un documento unitario di proposte, inviato ieri al Governo, nel quale si sottolinea l’importanza dell’accordo sulle funzioni, un atto che secondo,  le due Associazioni, deve essere l’occasione per riordinare e semplificare il sistema di governo dei territori e che per questo deve essere colta da tutte le istituzioni, in primo luogo dalle Regioni.

Obiettivo del riordino deve essere il superamento delle logiche di accentramento e l’assegnazione di tutte le funzioni amministrative in capo ai comuni, alle città metropolitane e alle province, ricomponendole in modo unitario in capo ad un unico livello istituzionale le per salvaguardare l’integrità di funzionamento degli enti, l’organizzazione del lavoro, l’efficienza dei servizi, e l’equilibrio finanziario. Equilibrio che può essere assicurato, scrivono nel documento Anci e Upi, solo se la riforma sarà accompagnata dalla garanzia della certezza di disponibilità di risorse adeguate.

Quanto alle città metropolitane, vera innovazione della riforma, Anci e Upi chiedono nel documento di assegnare a questi nuovi enti tutte quelle funzioni necessarie a rafforzarne adeguatamente la vocazione allo sviluppo  economico territoriale. Sarebbe grave, sottolineano Anci e Upi nel documento,  se il riordino delle funzioni, si traducesse invece nella creazione di ennesimi enti, consorzi e società, perché si tratterebbe di una vera e propria sconfitta per tutto il sistema di governo territoriale.

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