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Restano «stabili» i reati di corruzione nella Pa

Fonte: Il Sole 24 Ore

ROMA – Le denunce per reati di corruzione e concussione commessi contro la pubblica amministrazione restano stabili attorno ai 300 casi l’anno (un dato in linea con quelli registrati negli ultimi sette anni), e non superano il 10% dell’insieme dei reati consumati. Nel 2010, in particolare, le denunce per questi due tipi di delitti si sono fermate a 223 su un totale di 3.076 (7%). Il dato, che conferma la distanza considerevole tra le statistiche ufficiali sulla delittuosità nel settore pubblico e la cosiddetta «corruzione percepita», è contenuto nella relazione annuale che l’Autorità nazionale anticorruzione ha trasmesso in questi giorni al Parlamento. In termini assoluti s’è registrato un caso di corruzione o di concussione, denunciato, ogni 12mila dipendenti. I due reati più frequenti restano invece quelli per indebita percezione e truffa, pari al 40% ma che comprendono anche privati cittadini che «hanno scambiato la Pa come un conto corrente con fido illimitato», scrivono gli autori della relazione, e per «abuso d’ufficio», un altro 40%. Ma su questo reato non si manca di far notare come sulle circa 3mila persone denunciate ogni anno solo 100 vengono poi condannate, secondo le serie registrate dall’Istat. Dati in controtendenza, dunque, rispetto alla cifre che da tempo circolano e che indicano un allarme corruzione. La relazione si sofferma su quei numeri e li smonta: definisce «fantasiosa» la stima di 60 miliardi di euro circa il costo della corruzione nel nostro Paese e si chiede come mai Transparency international – che ogni anno stila una classifica della corruzione percepita, che ci vede precipitare sempre più in basso – continui a utilizzare quell’indice, ritenuto poco scientifico. «Il tentativo di “superare” le statistiche» fornite dal ministero dell’Interno e da quello della Giustizia è – stigmatizza la relazione – inutile e pericoloso. Sulla «corruzione parlata» viene chiamata in causa anche la Corte dei conti, perché nel febbraio 2010 in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, rilevò un aumento del 229% delle denunce per corruzione. Ma si trattava – avverte l’Autorità – della crescita dei soli dati rilevati dalla Guardia di Finanza, che non hanno spostato il risultato finale del monitoraggio dei reati di corruzione (si veda anche Il Sole 24 Ore del lunedì del 21 febbraio scorso).

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