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Renzi: “Subito la local tax”. Ai Comuni 31 miliardi

Fonte: Repubblica

«Facciamo una sola tassa della città. Chiamiamola come volete: local tax, Imu, come volete. Ma che sia un’unica tassa che faccia funzionarei servizie sia affidata al sindaco, senza che lo Stato ci metta bocca. Per me federalismo è dare al sindaco la possibilità di decidere». Il presidente del Consiglio Matteo Renzi rilancia di fronte agli industriali la riforma delle tasse sulla casa. L’eventuale sostituzione della miriade di tasse comunali con la «local tax», che potrebbe entrare nel percorso della legge di Stabilità, porterebbe in un’unica soluzione nelle casse degli oltre 8 mila Comuni italiani oltre 31 miliardi. Secondo la Cgia di Mestre le principali tasse comunali, che potrebbero essere oggetto di accorpamento dal prossimo anno, sono Imue Tasi (18,8 miliardi), tassa sui rifiuti (7,3 miliardi), l’addizionale comunale Irpef (4,3 miliardi), l’imposta sulla pubblicità (426 milioni), la tassa sull’occupazione degli spazi e aree pubbliche (218 milioni), l’imposta di soggiorno (105 milioni) e l’imposta di scopo (14 milioni). Non è detto che tutti i “balzelli” entrino nella nuova local tax, quello che tuttavia sembra assai probabile è il ritorno della detrazione nazionale di 200 euro (e di 50 euro per ciascun figlio a carico) per la nuova tassa unica sulla casa che darà vita ad una imposta «revisionata».

L’attuale meccanismo delle detrazioni è infatti piuttosto complesso: la Uil servizio politiche territoriali ha calcolato che le detrazioni, attualmente riservate alle autonome decisioni dei Comuni, arrivanoa formare finoa 100 mila combinazioni. Di qui la decisione del governo di intervenire anche perché dal 2015 “scade” di fatto la maggiorazione dello 0,8% sulla Tasi che i Municipi possono utilizzare per introdurre le detrazioni inoltre, dal prossimo anno, l’aliquota potrà salire dall’aliquota base dell’1 per mille al 6 per mille. Una sorta di tana libera tutti che lascerebbe ai Comuni mani libere su aliquote e detrazioni, e che il governo vuole scongiurare.

Intanto il governatore Rossi (Toscana) annuncia tagli tra il 7 e il 12% tra i dipendenti della Regione (2.500), delle agenzie regionali (1.500) e tra i medici (8.500): sono dichiarati esuberi e saranno messi in pensione anticipata in deroga alla legge Fornero. Fa parte della manovra per reggere il colpo del taglio da 440 milioni imposto dal governo.

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