Renzi, fai un cazziatone a Delrio

Fonte: Italia Oggi

Caro Matteo, fai un cazziatone al tuo ministro Graziano Delrio e datti da fare col governo perché siamo stanchi di essere presi in giro. E’ una lettera al fulmicotone quella che due sindaci, per altro renziani, quello di Ravenna, Fabrizio Matteucci, e quello di Imola, Daniele Manca, hanno inviato al neosegretario Pd. Erano stati i promotori della richiesta di sostituire la mini-Imu di metà gennaio con un prelievo una tantum sugli introiti del gioco d’azzardo. L’Anci, l’associazione dei Comuni dell’Emilia Romagna, aveva accolto la proposta e l’aveva rilanciata, ottenendo un vasto consenso. Poi è successo qualcosa di strano. Matteucci s’è incontrato col ministro Delrio e all’uscita ha annunciato vittoria: «Mi ha detto che è d’accordo, il governo procederà, quindi niente nuovo salasso per i cittadini ma le risorse saranno reperite dal business del gioco».E tutti i colleghi a dirgli: bravo. Poi è però arrivata l’inaspettata smentita del ministro: «Andiamoci piano, non è detto che si possa fare».

E l’indomani Delrio ha aggiunto: «Saccomanni mi comunica che mancano i tempi tecnici, quindi rimane la mini-Imu». Insomma, i sindaci l’hanno presa in saccoccia. E Matteucci e Manca ribattono: «I nostri sentimenti? Sconcerto e rabbia. Basta balle, il problema è solo di volontà politica».

Quindi che entri in campo Renzi: «Se il governo non fa proprio l’emendamento, sia il Pd a presentarlo in aula». I due hanno scritto una lettera pubblica al segretario: «Lasciamo stare inutili e patetici ordini del giorno che rimangono carta buona per incartare la verdura,a voler essere garbati. Ribadiamo la richiesta che il Pd presenti in aula l’emendamento per prelevare i soldi dal gioco d’azzardo e non dai cittadini attraverso i sindaci».

Prosegue la lettera incazzereccia: «Le obiezioni ‘tecniche’ del ministero dell’Economia non se le ‘beve’ neanche uno studente di prima ragioneria. Inoltre il ministro D’Alia dice: ‘Ne discuteremo’. L’altro ministro, Delrio, boccia la proposta. Il primo suggerimento è: parlatevi. Da ultimo, sulla legge di stabilità, chiediamo: che fine ha fatto il miliardo e mezzo promesso ai comuni? Adesso pare che quel miliardo e mezzo lo debbano trovare i sindaci con l’aumento delle tasse locali nel 2014, della serie: il governo dice di abbassare le tasse, come ha dichiarato il ministro dell’Economia, poi tanto le aumentano i sindaci. Anche questo è inaccettabile».

La conclusione della lettera è un j’accuse alla lobby del gioco e a chi la ascolta: «Il ministero dell’economia dice: non si può fare perché la stangata Imu assicura entrate nel 2013 e non può essere compensata con introiti che arriverebbero nel 2014. Come, come, come? Ma siamo già nel 2014! Delle due l’una:o è un argomento che non sta in piedi o c’è una manina che ha blindato le cose con artifici che rendono inevitabile la stangata Imu. Se fosse così saremmo di fronte ad una violazione della sovranità del parlamento. Non c’è niente da fare, si sente l’odore di molti soldi che girano e la puzza delle lobby».

Insomma, Renzi tirato per la giacchetta (ma la lettera è stata inviata anche ai capigruppo di camera e senato, Roberto Speranza e Luigi Zanda) dai «suoi» sindaci, che promettono battaglia anche dentro il Pd perché continuando a colpire i comuni, gran parte governati dal centrosinistra, si finirà, sostengono, per perdere le elezioni.

Tra l’altro sulla questione s’è formato un singolare asse tra i sindaci Pd e i 5stelle, non solo il sindaco grillino di Parma, Federico Pizzarotti, ha aderito alla proposta ma anch’egli si è poi risentito per quello che considera un dietrofront di Delrio e del governo: «L’atteggiamento del governo», dice Pizzarotti, «è inaccettabile: ci impone una spending review quotidiana per coprire enormi debiti statali, ma quando si manifesta la reale possibilità di attingere fondi non dai Comuni ma direttamente da quel pozzo senza fondo che è il gioco d’azzardo manca totalmente di volontà politica». Continua Pizzarotti: «Un’imposizione fiscale sul gioco d’azzardo avrebbe evitato l’ennesima tassa agli italiani, che lo stesso governo aveva promesso di abolire. In Italia il gioco ha un giro d’affari di 100 miliardi l’anno,e vorrebbero farci credere che tassarlo è impossibile?».

Se Renzi non interverrà i sindaci minacciano lo sciopero. «Rinuncio ai soldi della mini-Imu», dice Matteucci, «e sforo il patto di stabilità». «Finché non ci sarà chiarezza», aggiunge il sindaco di Bologna, Virginio Merola, «il comune non darà comunicazioni ai cittadini. È una situazione davvero incresciosa: erano stati presi degli impegni che non sono stati mantenuti». Mentre il vice-sindaco di Forlì, Giancarlo Biserna, s’è messo ai banchetti per raccogliere firme per una proposta di legge di iniziativa popolare sul gioco d’azzardo. «L’attuale legge nazionale», dice, «non è assolutamente in grado di contrastarlo, anzi i recenti avvenimenti in parlamento dimostrano come scarsa sia la volontà di ridurne la portata nefasta da parte dei massimi organi dello Stato».

Da parte sua, il profeta della tassa sul gioco anziché sulla casa, Matteucci, assicura che non mollerà la presa. Renzi è avvisato. E così Delrio e il governo Letta. «Il filo della buona politica porta in un’unica direzione senza se e senza ma», conclude Matteucci, «anche per cominciare a riscattare le porcate fatte in questi anni sul gioco d’azzardo. Se perderemo questa battaglia comunque seguiremo il fi lo dei soldi, delle lobby e dell’assetto delle proprietà delle società che gestiscono il gioco d’azzardo. Sto mettendo su in queste ore un pool di esperti in varie discipline con un testimonial d’eccezione. Io sono solo il sindaco di uno degli 8000 Comuni italiani, ma per quel che posso questa volta si va fino in fondo».

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