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Renzi e la Ue, le linee guida del semestre di presidenza

In Aula alla Camera dei deputati sono in corso le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, in vista del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno e sulle linee programmatiche del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea.
Renzi parla tra i ministri della Difesa e degli Esteri, Roberta Pinotti e Federica Mogherini. L’Emiciclo è moderatamente pieno. Affollati i banchi del governo. Il gruppo più presente é quello del Pd. Pochi i deputati di Fi e Ncd ma abbastanza vuoti sono anche i banchi di M5S.

Questi i principali argomenti del discorso del presidente del Consiglio, Renzi:

09:56 – Su metodo successo dell’Italia
 “Oggi siamo a un bivio molto importante” per l’Europa: il suo futuro “non dipende da chi mettiamo a fare il presidente, e l’Italia ha lavorato” per far passare questa idea. “Pensiamo di poter dire che il metodo è stato un successo del nostro Paese: prima le linee strategiche dell’Europa”, poi i nomi. 

09:52 – Non accettiamo lezioni democrazia da nessuno 
 “Non accettiamo da nessuno lezioni di democrazia o democraticità: se milioni di persone hanno votato perché l’Ue cambiasse verso abbiamo una responsabilità. La forza del nostro paese va oltre i risultati elettorali. L’Italia deve smettere di vedere nelle istituzione Ue luogo di autorizzazioni. Nessuno può autorizzarci a fare l’Italia. L’Europa non può essere solo la terra di mezzo della burocrazia dove si vive di cavilli, vincoli e parametri. Milioni di giovani non sono morti perché ci attaccassimo ai parametri”. 

09:49:  Ue: Renzi, sia casa politica, non tecnocrazia  – “Voglio proporre a voi deputate e deputati di fare di questa occasione di dibattito una opportunità perché la politica torni sempre più in Europa a sentirsi a casa propria e non sia una sorta di impedimento alle decisioni della burocrazia e tecnocrazia”.

09:48 – Basta richieste preoccupate e sguardo terrorizzato
 “L’Europa non è un insieme di richieste” da avanzare “con spirito preoccupato e sguardo terrorizzato ma è ciò che saremo in grado di costruire. Non bisogna andare in Europa con la solita macchietta per cui l’Italia deve alzare la voce, alziamo l’asticella delle ambizioni anziché la voce”

09:46- portiamo in Europa un’Italia forte
  “Indipendentemente dall’appartenenza politica e dal giudizio delle ultime elezioni, dobbiamo riconoscere che portiamo in Europa un’Italia forte.  Agli italiani e alle italiane – ha detto Renzi – forse è mancato non tanto l’autorevolezza ma l’autostima per sentirsi protagonisti del processo europeo”.

09:44  – A Vertice Ue con determinazione e convinzione

“All’appuntamento europeo di giovedì e venerdì L’Italia porterà la propria voce con grande determinazione e convinzione. In questi anni abbiamo dato l’impressione come classe dirigente del paese l’idea di un’Italia che considera il paese come un luogo altro. Ma noi siamo in Europa quando usciamo la mattina di casa”, quando “ci guardiamo allo specchio”, l’Europa “non è qualcosa di altro da noi”. 

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