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Renzi ai sindaci: ok alle proposte ma a saldi invariati

Fonte: Il Sole 24 Ore

Dopo le regioni e i sindacati ieri è stato il turno dei sindaci. Che si sono presentati a Palazzo Chigi nel primo pomeriggio con un documento “di ampio respiro” e articolato per punti: dai nodi della stabilità con tagli insostenibili alla tassa unica comunale, fino al federalismo demaniale e alla gestione del patrimonio. E anche i sindaci – allo stesso modo di governatori e organizzazioni sindacali – hanno ricevuto dal premier Matteo Renzi soltanto un’apertura a un confronto costruttivo, ma che non modifichi i saldi complessivi, su cui – ha ricordato – c’è già stato un primo via libera della Ue.

Renzi ha condotto in prima persona la trattativa con i suoi ex colleghi sindaci. Il sottosegretario Graziano Delrio, il ministro Maria Carmela Lanzetta, il capo di gabinetto dell’Economia, il ragioniere generale dello Stato, che sedevano al suo fianco, sono rimasti solo ad ascoltare e ad annotare. Al presidente dell’Anci, Piero Fassino, Renzi ha chiarito subito che «ci si confronterà nel merito, noi vogliamo mantenere questi saldi, su questo non si discute, ma se avete controproposte entro questo perimetro siamo pronti a discuterne». E ha aggiunto che sarà pronto a rispondere punto per punto e per iscritto al documento dei comuni. Quanto alla tassazione locale ha precisato: «In prospettiva faremo una local tax al posto della miriade di tasse e tributi».

Al centro del confronto i tagli. Sul punto Renzi ha assicurato: «Abbiamo cominciato ad aggredire la spesa centrale, presto metteremo online ogni centesimo di spesa dei ministeri». Ma tra comuni e Governo i numeri della stabilità non tornano. «Ci sono notevoli divergenze di calcolo sull’impatto della manovra: per questo abbiamo concordato di aprire un tavolo tecnico che si riunirà già la settimana prossima». Ad annunciarlo è stato lo stesso sottosegretario Graziano Delrio. Un appuntamento a cui potrebbe seguire un nuovo incontro politico martedì prossimo.

«Speriamo che con il confronto in sede tecnica si arrivi a una comune visione e cifre comuni», ha ribadito Fassino. Per i sindaci, infatti, il contributo chiesto dal Governo va ben oltre 1,2 miliardi di euro indicato nelle tabelle dei saldi della manovra e arriva a quota 3,7 miliardi. Si tratta «di un contributo che apre problemi di sostenibilità» ha aggiunto il presidente dell’Anci. Chiedendo poi al Governo di arrivare insieme a «un’assunzione di responsabilità sostenibile».

Tra le richieste sul tavolo c’è poi quella di rivedere il taglio di 1 miliardo che la stabilità impone a Province e Città metropolitane e che viene definito «non sostenibile» visto che «alle città metropolitane vengono richieste competenze e spazi di manovra maggiori che prima erano richiesti a una provincia. Ma ora lo si fa tagliando le risorse». Sempre sulle Province il premier ha ricordato: «Alle autonomie locali chiediamo un contributo, diverso fra Comuni e Province». Non solo. «Non accettiamo – ha precisato Renzi – che ci sia l’idea che la Provincia rimanga ad essere un soggetto con tutte le titolarità e i soldi del passato». A suo giudizio va indebolito il loro peso politico «a vantaggio del ruolo dei sindaci nel rapporto con le Regioni». Pur ammettendo che esiste un nodo sul trasferimento del personale che potrebbe richiedere un intervento normativo ad hoc. Inoltre sarà necessario «fare chiarezza sulle partecipate». E questa per il Governo è una priorità.

Nel frattempo le due Camere lavorano a far ripartire la sessione di bilancio dopo il “pit stop” di martedì sera con l’invio da parte del Governo della nuova relazione di aggiornamento al Def necessaria per adeguare i saldi di finanza pubblica alle richieste comunitarie. Camera e Senato, nonostante le critiche delle opposizioni che chiedevano un voto a maggioranza qualificata sulla nuova relazione al Def, daranno oggi il loro via libera. Subito dopo si procederà alle ammissibilità delle norme contenute nel Ddl e da lunedì inizieranno le audizioni, dal ministro Padoan alle associazioni sindacali e di categoria.

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